Servitù di passaggio: costituzione, esercizio ed estinzione

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tramite: O2O
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Introduzione

Esistono dei casi in cui alcuni terreni non possono essere utilizzati al meglio o non possono essere completamente fruibili.
Ad esempio, nel caso il terreno sia circondato da fondi di altri proprietari potrebbe non esserci una strada di accesso sulla via pubblica; oppure, potrebbe mancare la conduttura idrica che porti l'acqua necessaria all'irrigazione o alla casa del proprietario.
Tutte queste situazioni ed altre sono regolate dall'istituto delle 'Servitù'. In questo caso parliamo delle servitù di passaggio, della loro costituzione, dell'esercizio e dell'estinzione.

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Entriamo nel dettaglio della definizione. Le servitù di passaggio hanno come funzione quella di consentire al fondo penalizzato di potersi dotare della risorsa necessaria o di una strada di accesso.
La legge difende il diritto di godimento del terreno, che in questo contesto viene definito 'dominante', ed obbliga il terreno confinante, detto 'servente', a rendere disponibile una porzione di terreno dove poter far passare i servizi, ad esempio la conduttura dell'acqua, o da utilizzare come strada d'accesso.

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La costituzione della servitù di passaggio avviene in applicazione di un obbligo di legge. Si tratta di casi in cui la norma privilegia il proprietario che potrebbe avere maggiori difficoltà nell'utilizzare il suo terreno e dunque gli consente il diritto di imporre una servitù su un fondo altrui.
Per essere valida la servitù necessita della stipula di un contratto di utilizzo con il proprietario del fondo servente o di un'apposita sentenza emessa dal giudice competente.

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L'esercizio della servitù di passaggio viene tutelato dal contratto o dalla sentenza costitutiva.
Il principio sulla quale si fonda il rapporto tra fondo dominante e fondo servente dovrà essere conforme al 'principio del minimo mezzo'. Questo principio prevede che il proprietario beneficiario soddisfi esclusivamente i suoi bisogni e non gravi sul fondo servente oltre il necessario. Al contrario, il proprietario de fondo servente non dovrà limitare l'esercizio della servitù.

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Per quanto riguarda l'estinzione, le servitù possono concludersi per rinuncia, per non uso, per confusione o per scadenza del contratto.
La rinuncia è un atto volontario del proprietario del fondo dominante, che rinuncia volontariamente all'esercizio della servitù.
Al contrario, il proprietario dominante perde il diritto di esercizio se per 20 anni consecutivi non ne usufruisce. Quando la servitù è a tempo, ovvero limitata ad un determinato periodo contrattuale, questa cessa alla scadenza del contratto stesso.
Infine, la servitù si conclude nel caso in cui si presenti una condizione di confusione, ovvero quando uno dei due contraenti acquisti l'altro fondo.

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