Requisiti legislativi per aprire un catering

Tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

I servizi di catering e banqueting negli ultimi anni sono molto richiesti soprattutto per matrimoni, feste, congressi ed eventi. Valida alternativa al ristorante, il catering consente di organizzare pranzi, cene, punti ristoro e buffet in qualsiasi location, dal proprio giardino o salone in grandi ville e palazzi sempre più spesso messi a disposizione dai proprietari per poter trarre dei profitti dall'affitto. In crescita il numero di agenzie di catering che offrono soluzione personalizzate sulle esigenze del cliente e che si occupa dell’intera organizzazione dell’evento, con la preparazione di cibi e bevande, l’allestimento di tavoli e la somministrazione attraverso personale qualificato. Che sia una festa per pochi intimi o centinaia di persone è possibile usufruire di un servizio catering completo, senza doversi preoccupare di nulla. Coloro che svolgono attività di catering devono avere a disposizione un locale attrezzato dove poter preparare e conservare cibi e pietanze e che possono abbinare anche un’attività aperta al pubblico per l’asporto dei piatti e la consegna al domicilio. Naturalmente per svolgere tutte queste attività e in particolare per aprire un catering oltre alle competenze professionale è necessario avere dei requisiti legislativi. Attraverso i pochi e semplici passaggi di questa guida, è possibile trovare indicazioni e suggerimenti utili per dedicarsi ai servizi di catering in modo professionale, iniziando con il capire quali requisiti legislativi è necessario rispettare per avviare l'attività.

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Occorrente

  • Denuncia inizio attività
  • Autorizzazione Asl
  • Concessioni edilizie
  • Corso somministrazione cibi e bevande
  • Iscrizione all'Inps e Inail collaboratori
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Corso somministrazione alimenti e bevande

Prima di iniziare l’attività di catering è indispensabile seguire il corso per la somministrazione di bevande e cibi presso la Camera di Commercio della città di residenza o dove si intende ubicare la sede dell'agenzia o il locale da destinare alla lavorazione degli alimenti. Il corso abilitante è obbligatorio per chi deve operare nel settore della ristorazione e deve stare a contatto con gli alimenti o occuparsi della vendita. Organizzati dalle Camere di Commercio, sono diretti a soggetti maggiorenni, che hanno assolto l'obbligo scolastico. Inoltre, in genere prevedono la frequenza di 120 ore di lezione (di cui almeno 90 ore con presenza obbligatoria) e il sostenimento di un esame finale. Superato quest'ultimo si ottiene un attestato che dimostra l'abilitazione a lavorare nel settore delle attività ristorative e sopratutto a occuparsi del trattamento degli alimenti o loro vendita e somministrazione ai clienti. Una volta che si possiede tale attestato è possibile dedicarsi alla scelta del locale e con l'acquisizione di tutta la documentazione necessaria per poter espletare l'attività di catering.

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Denuncia inizio attività e autorizzazione sanitaria della Asl

Non è richiesta una particolare autorizzazione, licenza o permesso per aprire un catering, tuttavia è necessario seguire le indicazioni e le normative previste per le cucine dei ristoranti e le attività ristorative in generale. La documentazione cambia a seconda dei comuni, ad esempio avviare un'attività di catering a Milano richiederà documenti e requisiti differenti rispetto ad avviare la stessa a Roma. In ogni caso, esistono tuttavia dei tratti in comune, validi su tutto il territorio nazionale. In particolare, per avviare un catering è necessario denunciare l’inizio dell’attività e avere l’autorizzazione sanitaria da parte della ASL di riferimento. Quest'ultima deve essere richiesta all’ Azienda Sanitaria Locale del luogo in cui si intende aprire il locale dove si devono preparare le pietanze. È decisamente molto importante essere in regola dal punto di vista sanitario, in quanto l’attività potrebbe essere soggetta a dei controlli che, in caso di esito negativo, potrebbero portare alla chiusura della stessa e al pagamento di pesanti sanzioni. Le norme indicate dall'Asl dovranno essere rispettate per tutta la durata dell'attività di catering. Di che norme si tratta? Fondamentalmente sono norme igieniche legate all'ambiente in cui vengono preparati e cucinati i prodotti, ma non solo: anche i mezzi di trasporto dovranno essere omologati secondo la normativa dell'ufficio Asl di riferimento. Per maggiori informazioni è bene recarsi direttamente all'Asl locale e consultare il manuale di igiene, detto HACCP. Quest'ultimo è molto importante, in quanto alle norme in esso contenute è necessario adeguare le attrezzature professionali, i contenitori dove il cibo viene conservato o servito, la loro pulizia e ogni altra indicazione utile a salvaguardare la sicurezza e salute delle persone.

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Concessioni edilizie

Il locale da utilizzare per l’attività professionale, oltre a essere conforme alle norme igienico sanitarie della Asl, deve avere una grandezza di almeno 25 metri quadrati e essere in regola con tutte le concessioni edilizie e le norme previste in materia di sicurezza degli ambienti di lavoro. Inoltre, potrà essere aperto solo quando la Asl darà la sua autorizzazione. Per ottenere quest'ultima è necessario aver ultimato tutti i lavori di organizzazione e allestimento del locale, in modo che l'incaricato a seguito del sopralluogo possa determinare l'adeguatezza dei luoghi e rilasciare l'apposito certificato che autorizza l'apertura della cucina. Seguirà l’acquisizione del certificato di inizio attività, che deve essere redatto dal tecnico del comune e che deve riportare l'indirizzo del locale, le sue caratteristiche, le misure e la data effettiva di inizio dell’attività. Solo dopo aver ottenuto tutti i certificati e autorizzazione si potrà iniziare a usare la cucina e il locale ed essere sicuri di non incorrere in sanzioni amministrative.

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Iscrizione all’Inps e Inail dei collaboratori

Un altro requisito utile per poter svolgere i servizi di catering è di regolarizzare cuochi e collaboratori con l’iscrizione l’Inps e Inail, in modo da essere coperti dai rischi. Inoltre, è obbligatorio anche per loro l’attestato con cui si dimostra la frequenza del corso di alimentarista. Per aprire un'agenzia di catering ci vuole poco ma sono necessari degli step fondamentali e soprattutto la conoscenza delle leggi e del mercato che regolano certe attività. Naturalmente oltre ai requisiti legislativi è necessario avere delle competenze professionali elevati, essere dotati di creatività e saper ben organizzare l'attività al fine di offrire alla clientela dei servizi di alta qualità e che soddisfino a pieno ogni loro esigenza. Grazie ai consigli di questa guida potrete risolvere questi problemi iniziando ad informarvi e provvedere così ad aprire la vostra attività nel più breve tempo possibile. Non mi resta quindi che augurare buon lavoro e buona fortuna.

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