Regime dei minimi: come fatturare a un cliente estero

Tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il regime fiscale, che consente ad una ben precisa categoria di persone di diminuire le spese amministrative in modo molto vantaggioso, è il cosiddetto regime dei minimi. Interessa in maggior modo le imprese individuali e quelle professionali. In questa breve guida è illustrato come le imprese si devono comportare nel caso debbano fatturare ad un cliente estero.

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Si chiama così, regime dei minimi, proprio perché prevede diverse semplificazioni. Infatti non vengono previste le seguenti richieste: la registrazione delle fatture emesse, la dichiarazione annuale dell'Iva, la stesura dell'elenco dei clienti e gli obblighi di liquidazione. Di seguito verrà spiegato come fare per emettere la fattura nel caso in cui ci siano collaborazioni o consulenze offerte a clienti esteri.

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Nel caso in cui il cliente sia italiano, la fattura emessa con il regime dei minimi si calcola sull'importo totale, che corrisponde alla prestazione erogata ridotta del 20%, considerato come ritenuta d'acconto. Questa percentuale, infatti, viene versata direttamente dal committente come acconto per la tassazione del prestatore. In base al calcolo che è stato fatto, l'Iva non viene considerata. Differentemente accade per una fattura emessa ad un cliente estero. Nel caso specifico la ritenuta d'acconto non deve essere calcolata poiché un soggetto estero, non appartenendo alla comunità italiana, non può versare una somma che verrà usata per il pagamento di tasse statali. In questo tipo di fatture non vengono apposte nemmeno le marche da bollo.

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È di primaria importanza essere a conoscenza del fatto che la fatturazione può essere fatta solamente per prestazioni di servizi resi all'estero in paesi dell'Unione Europea. Quindi non è possibile fatturare le prestazioni di servizi resi in paesi Extra Unione Europea. Su queste fatture emesse all'estero, bisogna calcolare l'aliquota d'imposta, che è pari al 5%. Inoltre si devono indicare le stesse diciture che di solito vengono inserite sulle fatture emesse in Italia.

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Nonostante il regime dei minimi preveda notevoli semplificazioni, non ci si deve dimenticare che tutte le fatture e le bolle doganali devono essere numerate e conservate. Oltre a ciò si devono certificare i propri corrispettivi, integrare le eventuali fatture d'acquisto comunitario, se si è in possesso della partita Iva comunitaria (VIES) e nel caso si devono compilare gli elenchi Intrastat. Quest'ultimo è un elenco nato in conseguenza dell'abolizione delle barriere doganali nella Comunità Europea. Elenco che, destinato all'Agenzia delle Dogane, contiene i servizi resi e acquisiti fatti da una persona titolare di Partita Iva nei confronti di clienti, appartenenti ad uno dei paesi aderenti all'Unione Europea, ugualmente titolari di Partita Iva.
Ora, possedendo tutte le informazioni necessarie, ossia che il corrispettivo totale deve essere fatturato calcolando il 5% d'imposta, risulta chiara la modalità da seguire per fatturare ad un cliente estero in regime dei minimi.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Nonostante il regime dei minimi preveda notevoli semplificazioni, non ci si deve dimenticare che tutte le fatture e le bolle doganali devono essere numerate e conservate.
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