Maternità e lavoro: linee guida

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Introduzione

In questa guida trattiamo un tema di grande importanza, fonte purtroppo di molti problemi per molte donne, quello della maternità nell'ambito del lavoro. Cominciamo dal presupposto che trattandosi di una circostanza estremamente delicata, l'ordinamento riconosce alla lavoratrice per tutto il periodo della gravidanza e fino ad un anno di vita del bambino un importante garanzia, quella di non non poter essere licenziata. Ecco, dunque, le linee guida di questo istituto.

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Congedo di maternità

Per prima cosa, alla donna è riconosciuto il congedo di maternità, di cui puó godere obbligatoriamente e consta di 5 mesi totali. Due fruibili nel periodo di gravidanza e tre a partire dalla nascita del bambino. Oppure un mese durante la gravidanza e i restanti quattro dalla nascita. Quest'ultimo si applica solo in seguito ad un accurata visita della donna dalla quale risulti che possa continuare l'attività lavorativa fino ad un mese prima dal parto perché ciò non comporta rischi e pericoli ad essa e al nascituro. Il licenziamento in questo periodo è sempre nullo anche qualora il datore vi fosse ricorso senza conoscere lo stato della donna in modo da evitargli stress emotivi.

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Congedo parentale

Abbiamo il congedo parentale di cui possono fruire alternativamente sia il padre che la madre per un totale di 10 mesi ed estendibile fino ad 11 (previsto in modo da assicurare il giusto accudimento del neonato). Va precisato che in questo caso abbiamo un indennizzo pari all'80% della retribuzione ma non tutti i congedi riconosciuti ai genitori vengono indennizzati come ad esempio quello riconosciuto in caso di malattia del bambino. In questo caso la possibilità di astenersi vi è, ed è riconosciuta ad entrambi i genitori, senza limiti di giorni ma non è prevista alcuna retribuzione perché se ne faccia un uso moderato. La raccomandazione più importante da fare dopo aver esposto alcuni degli aspetti più importanti è quella comunque di informarsi adeguatamente per aver chiari tutti i diritti e tutti i riconoscimenti previsti.

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RIFORMA Fornero del 2012

Un altro aspetto importante riguarda la fase in cui la donna godendo del congedo non esegue la prestazione lavorativa: il rapporto si considera sospeso, il datore di lavoro è tenuto comunque a retribuire la donna a cui è dovuto il 100% della retribuzione, per tutto il periodo del congedo. La riforma Fornero, intervenuta nel 2012, ha introdotto inoltre anche per il padre un congedo obbligatorio pari a un giorno ed estendibile sino a tre qualora a due giorni vi rinunci la madre. È importante altresì per tutto il periodo di astensione dal lavoro che la donna mantenga vivo il rapporto con il proprio datore in modo da non rendere difficoltoso e problematico il reinserimento. Al momento del rientro poi, il lavoro dev'essere praticamente il medesimo (cioè lo stesso svolto prima della gravidanza) ed eventualmente la lavoratrice potrà chiedere una riduzione dell'orario di lavoro qualora questo non permetta di conciliare bene la sfera lavorativa con quella familiare e quindi di cura per il neonato.

Ecco un altro link che potrebbe fornire ulteriori informazioni utili sull'argomento appena trattato in questa guida ------》http://www.nostrofiglio.it/gravidanza/maternita-e-lavoro/maternita-e-lavoro-i-diritti-delle-mamme (Maternità e lavoro: i diritti delle mamme).

Ecco un altro link da leggere solo a titolo informativo ------》https://www.monster.it/consigli-di-lavoro/articolo/maternita-lavoro-diritti-mamme-lavoratrici (Maternità e lavoro: i diritti delle mamme lavoratrici).

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