Maternità e lavoro: i diritti delle mamme lavoratrici

Di: M. T.
Tramite: O2O 16/07/2019
Difficoltà: media
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Introduzione

Per ogni donna che lavora, prima o poi si presenta il dubbio riguardante la apparente incompatibilità tra maternità e lavoro. Tante si chiedono se devono abbandonare la carriera lavorativa e dedicarsi al ruolo di mamma a tempo pieno, riducendo però così anche le entrate per il sostentamento della famiglia. Tuttavia, con le normative attuali, essere una mamma e lavorare è tutt'altro che impossibile. Le mamme lavoratrici infatti godono di alcuni diritti dati dalla Legge (D.Lgs 151/2001). Vediamoli allora i diritti delle mamme lavoratrici.

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Permessi retribuiti

Durante la gravidanza, quindi prima ancora dell'astensione obbligatoria, le future mamme hanno diritto a dei permessi retribuiti dal proprio datore di lavoro. I permessi possono essere chiesti per poter svolgere visite mediche, test clinici o qualsiasi esame prenatale che sia necessario. Per poter usufruire di questi permessi, in primo luogo bisogna informare il proprio datore di lavoro dell'effettivo stato di gravidanza mediante certificato medico, e successivamente indicare i giorni nei quali sia necessario assentarsi.

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Sicurezza sul lavoro

È altresì diritto della lavoratrice in dolce attesa lavorare in totale sicurezza. Dunque, è esentata dal compiere lavori gravosi, come potrebbe essere il sollevamento di pesi, e il lavoro in condizioni insalubri e pericolose. È compito del datore di lavoro verificare il fattore di rischio per la lavoratrice e, nel caso si presentino almeno uno degli impedimenti appena illustrati, modificare temporaneamente le condizioni di lavoro della futura mamma. Spesse volte tuttavia questo non risulta materialmente possibile, quindi si prospetta un cambio di mansione.

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Maternità anticipata

Nel momento in cui le disposizioni precedentemente elencate non sono attuabili, si prospetta per la gestante la maternità anticipata, quindi di astensione obbligatoria. Altro caso in cui è prevista l'astensione obbligatoria è conseguenza di complicazioni durante la gravidanza. In questo ultimo caso, è compito della futura mamma presentarsi presso una ASL con la domanda di maternità anticipata.

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Congedo obbligatorio

Esiste comunque il congedo obbligatorio dall'attività lavorativa, sia in condizioni di assenza di particolari rischi sul luogo di lavoro sia personali riguardanti la gravidanza stessa. Questo periodo intercorre tra i due mesi precedenti la presunta data del parto fino ai tre mesi successivi l'avvenuto parto. Il periodo rimane comunque di 5 mesi, ma è facoltà della madre poter spostare il periodo: ad esempio, potrebbe richiedere il congedo per un mese prima del presunto parto, fino al quarto mese dopo l'avvenuto parto.

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Presentazione richiesta

Per la presentazione della maternità obbligatoria, bisogna fare espressa richiesta telematica all'INPS. La richiesta va presentata entro i due mesi dalla presunta data del parto. Nel caso invece si voglia godere della flessibilità del periodo di maternità obbligatoria, allora tale richiesta va presentata entro il settimo mese di gravidanza. Oltre alla richiesta sul sito web dell'INPS, è possibile anche effettuarla presso i patronati.

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