Locazioni a canone concordato: guida ai vantaggi fiscali

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

La crisi che sta avvolgendo il mondo negli ultimi anni è davvero critica e ciò porta a diverse rinunce, tra questa c'è quella da parte delle persone, maggiormente i giovani a comprare casa, essi preferiscono infatti i contratti di affitto. Il modo di sottoscrivere quest'ultimo non è unico ma quello che conviene di più è quello del canone concordato. La sua durata è di almeno tre anni ma se ne possono aggiungere altri due, esso stipulandosi consente di ottenere vantaggi fiscali. I passaggi della guida che segue serviranno a spiegare nel modo migliore quali sono i vantaggi fiscali delle locazioni a canone concordato.

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Occorrente

  • Soldi
  • Abitazione
  • Locazioni a canone concordato
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Accordi sugli importi

L’importo dei canoni possono essere concordati direttamente da ambo le parti oppure avvalendosi dell’intermediazione tra i sindacati sia degli inquilini che dei proprietari; quindi bisogna tener conto di tutte le caratteristiche subordinate alle condizioni strutturali della casa, della zona in cui è ubicata e del numero di stanze. Quando si raggiunge un accordo tra proprietario ed inquilino, si procede alla stipula del contratto. L'adesione a queste normative prevede alcuni vantaggi fiscali per entrambe le parti.

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Percentuali di riduzione

Attraverso una legge che consente la diminuzione di circa il 10%, con l'aggiunta di un ulteriore 30% in determinati casi, il proprietario può riuscire ad ottenere una riduzione sul reddito generato dal canone di locazione. Ricapitolando quindi ci sarà una riduzione del 40% sul prezzo totale che il proprietario deve pagare per l'imposta, quindi i proprietari hanno tre vantaggi ma il tutto dipende dal comune dove risiedono. La prima opportunità è quella di ottenere un imponibile Irpef che va dichiarato sul 730 o sull'Unico del 66,5%, invece del normale 85%.

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Detrazione sulla registrazione del contratto

Un altro vantaggio è quello di risparmiare l'imposta sulla registrazione del contratto, essa va comunque divisa tra l'inquilino ed il proprietario in maniera equa, inoltre si deve pagare l'aliquota all'anno sul canone pari all' 1,4%. L'inquilino poi ha un altro vantaggio, ovvero laddove il conduttore della casa è l'intestatario unico ottiene una detrazione Irpef di poco meno di 500 euro, 498,80 con la precisione. Tale cifra è considerata qualora il reddito familiare non supera i 15.493,71, se invece lo supera, tenendosi entro i 30.987,41 pagherà la somma di 247.90. La cifra appena citata e quella di 498.90 sono ciò che viene detratto fiscalmente se gli inquilino hanno un reddito basso testimoniato nella dichiarazione dei redditi,.

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Consigli

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  • Cercate di vedere sia i lati negativi che quelli positivi.
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