Lavoro: come pagare le piccole collaborazioni con i voucher

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Con la legge 92/2012, il Governo ha voluto riformare il mercato del lavoro, modificando la regolamentazione delle prestazione del lavoro occasionale. Con questa riforma ha inoltre confermato all'INPS il ruolo di concessionario del servizio stesso. Oggi è possibile effettuare il pagamento delle prestazioni da parte di un lavoratore occasionale, tramite "buoni" dal valore nominale di 10 euro, esenti da imposizione fiscale. Per lavoro occasionale si intendono le attività lavorative che generano un reddito netto inferiore a 5.100 euro nel corso di un anno solare. Se questa cifra viene superata, il lavoro occasionale si trasforma in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, e quindi in questo caso non sarà possibile pagare le collaborazioni con i voucher. Vediamo allora alcuni consigli su come funzionano e come pagare le piccole collaborazioni con questi buoni lavoro.

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Occorrente

  • non superare il tetto di reddito pari ai 5000 euro
  • effettuare prestazioni lavorative occasionali
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Come abbiamo già visto nell'introduzione i Voucher sono buoni dal valore nominale di 10 euro. Sono però disponibili anche buoni con un valore nominale di 50 euro o pezzatura da 20 euro. Il periodo di validità di questi buoni, è di 24 mesi dal momento dell'acquisto il quale può essere effettuato sia attraverso gli sportelli dell'INPS, tutti gli sportelli postali presenti sul territorio nazionale, presso gli sportelli bancari abilitati a questo tipo di servizio ed infine presso tutti i rivenditori di generi di monopolio che espongano la vetrofania di adesione a questo servizio. È inoltre possibile acquistare i buoni attraverso lo sportello telematico dell'INPS.

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Vediamo velocemente di cosa si tratta. I voucher sono una nuova forma di retribuzione che può essere utilizzata come risarcimento a tutti i prestatori di mano d'opera occasionali, e non incidono sullo stato di disoccupato. È quindi possibile pagare spese come piccoli lavori effettuati in casa o presso il nostro condominio, in tutto rispetto della legge senza bisogno di stipulare e firmare accordi. La prassi è quella di retribuire appunto il lavoratore che esegue determinati lavori, proprio adoperando questi buoni, i quali includono una parte di tasse pagate, una parte di INPS e una di INAL. Con questa metodologia, chi presta mano d'opera, è perfettamente coperto dal punto di vista sanitario e pensionistico, inoltre non esiste l'obbligo di fare ulteriori versamenti in quanto sono già stati effettuati direttamente dal datore di lavoro. Una volta capito il meccanismo, i voucher si riveleranno un modo molto semplice per retribuire il lavoratore.

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I buoni hanno un valore nominale di 10 euro, ma al lato pratico, quando il lavoratore andrà ad incassarli, gli verranno dati solo 7,50 euro cifra che rispecchia a grandi linee la retribuzione oraria. È possibile utilizzare anche due voucher per ogni ora lavorativa nel caso il costo della manod'opera fosse più alto.. Il rimanente sono oneri. Questi buoni sono una vera opportunità per alcune categorie, come ad esempio cassaintegrati, disoccupati, pensionati, studenti, lavoratori in mobilità. Le categorie lavorative che possono essere retribuite con questa modalità sono: baby sitter, lavori di giardinaggio, lavori di emergenza, attività agricole, (ad esempio le vendemmie), lezioni private, e in manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o di solidarietà anche in caso di committente pubblico. Il lavoratore può svolgere l'attività lavorativa o varie attività senza però superare la soglia dei 5000 euro netti l'anno, per ogni singolo datore di lavoro. Non vi sono preclusioni di sorta neppure per i pensionati.

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Per incassare il corrispettivo dei buoni ricevuti come compenso, sarà sufficiente recarsi presso gli stessi enti venditori, dal secondo giorno successivo al termine della collaborazione di lavoro. Essi dovranno essere riscossi entro un anno, pena la loro scadenza. Prima di presentare il buono all'incasso, bisognerà compilare correttamente e chiaramente tutti i campi presenti sul buono stesso. Ovvero: codice fiscale e nominativo del datore di lavoro, codice fiscale e nominativo di chi incassa, data inizio e fine della prestazione per la quale
si riceve il pagamento. Questi buoni incorporano già una quota di tasse pagate, in modo che il lavoratore abbia sia la copertura previdenziale, che quella contro gli infortuni.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Questa metodologia permette di pagare lavoratori occasionali i quali solgono un'attività che porta un reddito massimo di 5000 euro netti l'anno.

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