Imprenditore, commerciante e artigiano: le differenze

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Introduzione

Imprenditore, commerciante e artigiano sono tre importanti figure presenti nel mercato nazionale e disciplinate dal codice civile. Ciascuna di queste figure è assoggettata ad uno speciale regime, che incide direttamente sui rapporti giuridici che la interessano. Nei passi seguenti potete leggere alcune informazioni riguardo queste tre categorie imprenditoriali e, in particolare le differenze.

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Prima dell'emanazione del codice civile, la figura dell'imprenditore non era presa in considerazione: le attività commerciali prevedevano la figura del commerciante, il cui lavoro veniva regolato dal codice di commercio. Oggi, secondo l'art. 2082 del codice civile, l'imprenditore è colui che esercita professionalmente un'attività economica organizzata, col fine di produrre e scambiare beni o servizi. L'imprenditore si suddivide poi, a seconda della natura, in imprenditore agricolo e imprenditore commerciale; a seconda delle dimensioni dell'impresa in piccolo o medio-grande imprenditore; a seconda del numero dei soggetti in individuale oppure collettivo. Quella dell'imprenditore, quindi, è una categoria generale che racchiude, al suo interno, le varie tipologie imprenditoriali.

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Il commerciante o imprenditore commerciale è il titolare di un'impresa organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia. Opera nel settore commerciale, nel terziario e nel turismo e non è soggetto a limiti dimensionali. L'imprenditore commerciale è un qualsiasi imprenditore che eserciti una delle attività elencate nell'art. 2195 del codice civile, e cioè un'attività di produzione di beni o servizi, un'attività di circolazione dei beni, un'attività di trasporto, un'attività bancaria o assicurativa o delle attività ausiliarie delle precedenti. Dallo status di imprenditore commerciale deriva l'obbligo di iscriversi nel Registro delle imprese, di tenere le scritture contabili, inoltre viene assoggettato al fallimento e ad altre procedure concorsuali. L'attività principale è quella speculativa, vale a dire il conseguimento di profitti derivanti dalla compravendita di merci.

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L'imprenditore artigiano è colui che esercita personalmente, professionalmente e in qualità di titolare, l'impresa artigiana, assumendosi la piena responsabilità, con tutti i rischi e gli oneri derivanti. L'artigiano non solo deve gestire l'attività, ma deve anche esercitare la propria attività, anche manuale, all'interno del processo produttivo, deve quindi intervenire nella produzione e nella gestione dell'impresa. L'impresa artigiana deve rispettare alcuni limiti dimensionali e la maggioranza dei soci deve svolgere il proprio lavoro personale, anche manuale, all'interno dell'impresa. Il lavoro dev'essere il fulcro dell'impresa artigiana e deve prevalere sul capitale: può essere svolta con la forma di cooperativa oppure S. R. L.

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