Il calcolo della busta paga

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Difficoltà: media
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Introduzione

Chiunque abbia mai ricevuto una busta paga, avrà di certo notato che al suo interno vengono riportati diverse voci e importi. Infatti, oltre alle informazioni del lavoratore e dello stipendio netto, devono essere indicate anch tutte le tassazioni e le trattenute che l'azienda ha applicato. Quando non ha un ufficio con impiegati assegnati a questo compito, il datore di lavoro si avvale spesso della consulenza di un dottore commercialista. Per questo, il calcolo della busta paga non è affatto semplice. Quindi di seguito, vi parlerò nel dettaglio di come si presenta e si determina una busta paga. Il seguente documento dovrà contenere tutte le voci concorrenti alla formazione della retribuzione netta da avere per aver eseguito delle prestazioni lavorative in un certo periodo temporale. Andiamo a vedere come fare.

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Componenti della busta paga

La busta paga viene chiamata anche "cedolino" e risulta essere un documento che il datore di lavoro deve necessariamente presentare ad ognuno dei suoi lavoratori dipendenti. Generalmente, la busta paga si compone di una parte iniziale contenente i dati identificativi del datore di lavoro o della società e del lavoratore dipendente (dati anagrafici e bancari). Essa contiene anche la posizione INPS e INAIL, la qualifica, e il livello d'inquadramento riguardanti il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) applicato. Quest'ultimo stabilisce l'importo della retribuzione base, determinato secondo le ore (per gli operai) oppure i giorni (per gli impiegati) di lavoro effettivo, inclusi gli straordinari, le ferie, la malattia, la maternità, gli infortuni più eventuali assenze o permessi retribuiti o meno.
La seconda parte della busta paga prevede un insieme di voci. Esempi sono gli scatti di contingenza e anzianità, i superminimi, le trattenute fiscali e previdenziali (che possono essere comunali e/o regionali), l'assegno per il nucleo familiare (se domandato), eventuali bonus o benefici riconosciuti e le detrazioni fiscali alle quali ha diritto il lavoratore dipendente.

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Calcolo dello stipendio netto

La somma ottenuta va arrotondata per eccesso o difetto. Essa stabilisce l'imponibile contributivo su cui andrà applicata l'aliquota del 9,19% (per imprese fino a 15 dipendenti) o del 9,49% (per società con più di 15 dipendenti). In questo modo, avrete l'importo riguardante i contributi a carico del lavoratore.
Togliendo quest'ultimi all'imponibile contributivo, si ottiene l'imponibile fiscale. Su esso andrà calcolata l'imposta sul reddito dovuta in funzione del proprio scaglione d'appartenenza, nonché le addizionali IRPEF (comunale e regionale) e le eventuali quote sindacali.
Sottraendo queste tasse dall'imponibile fiscale, otterrete l'importo al quale va aggiunto l'eventuale assegno per il nucleo famigliare. A tutto questo deve essere anche sommato, nel caso in cui il reddito complessivo sia tra gli 8000 e i 26000 € e il nostro tipo di lavoro sia di tipo dipendente o assimilato, l'importo del decreto legislativo 66/2014 (trattasi dei famosi 80€ riconosciuti dal governo Renzi), calcolato sul totale del reddito indicato in busta paga. Procedendo con gli arrotondamenti, giungerete finalmente alla retribuzione netta della busta paga.

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Diversità in base al tipo di contratto

Naturalmente, questo rappresenta soltanto un esempio di busta paga, che dovrebbe comunque valere per la maggior parte dei casi. Ogni settore d'appartenenza potrebbe avere competenze specifiche vincolate ad esenzioni sui contributi previdenziali e/o sulle imposte che vanno studiate nella fattispecie. Un esempio lampante della diversità è l'erogazione o meno della quattordicesima più l'eventuale premio produzione.

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