Differenze tra Full time e Part time

Tramite: O2O 31/07/2018
Difficoltà: media
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Introduzione

Il contratto di lavoro consiste essenzialmente in un accordo tra un datore di lavoro e un lavoratore. In base a quest?accordo, il contratto potrà prevedere un rapporto di lavoro a tempo determinato, cioè a termine, o a tempo indeterminato, e con un orario di lavoro full time, di solito pari a 40 ore di lavoro settimanale, o part-time, vale a dire con un orario di lavoro ridotto rispetto a quello normale. Il contratto di lavoro part time, può essere distinto in tre diverse categorie: part time orizzontale, quando l?orario di lavoro è semplicemente ridotto; part time verticale, quando il lavoro viene svolto a tempo pieno, ma solo per alcuni giorni della settimana; part time misto, qualora il rapporto di lavoro preveda sia il part time orizzontale che verticale. Vediamo nel dettaglio, quali sono le principali differenze tra un rapporto di lavoro full time e uno part time.

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Il versamento dei contributi

La prima differenza la ritroviamo nella lettura dell?estratto conto contributivo. Se da un lato, con i periodi di lavoro conseguenti ad un contratto full time troveremo lo stesso valore tra il periodo di riferimento e la contribuzione utile, con i contratti part time avremo una disparità, a nostro svantaggio, per quanto riguarda i contributi versati. Ad esempio, dopo aver lavorato per un anno con un contratto part time al 50%, nell?estratto conto contributivo troveremo 52 settimane lavorate e solo 26 settimane di contribuzione utile versata. Continuando sempre con questo esempio, il lavoratore vedrà accreditate 52 settimane ai fini del diritto alla pensione, ma solo 26 settimane ai fini della misura dell'assegno pensionistico.

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L'orario di lavoro ridotto

La seconda differenza è da ricercare nell?orario di lavoro svolto da un lavoratore assunto con contratto part time. Il termine stesso indica che il rapporto di lavoro, a termine o a tempo indeterminato, prevede un orario di lavoro ridotto rispetto al full time. Le due tipologie di contratto garantiscono gli stessi diritti ai lavoratori, ma la retribuzione (e più in generale tutti i diritti accessori come malattia, maternità, ecc.) sarà calcolata, per chi lavora con un part time, in base alle ore di lavoro effettivamente previste dal contratto.

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L'orario di lavoro aggiuntivo

Una terza differenza tra le due tipologie contrattuali è data dal lavoro svolto oltre l?orario previsto dal contratto. In caso di part time si parla di lavoro supplementare e rappresenta il lavoro svolto oltre l?orario concordato, entro il limite del tempo pieno. L?orario di lavoro supplementare può essere imposto dal datore di lavoro, che non può ottenere in risposta un rifiuto dal lavoratore, se non validamente motivato. In caso di full time, si parla invece, di lavoro straordinario per indicare il lavoro svolto oltre il normale orario full time.

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Il secondo lavoro

La quarta differenza tra lavoro part time e lavoro full time, è data dalla possibilità di effettuare un secondo lavoro, anch?esso part time. L?orario massimo di lavoro settimanale è fissato, per legge in 48 ore settimanali, per cui nulla vieta, se ad esempio fossimo assunti con un contratto part time di 20 ore settimanali, di essere assunti presso un secondo datore di lavoro. Questa tipologia di contratto, infatti, può rivelarsi molto utile nel caso in cui lo stipendio di un solo contratto non dovesse permetterci di guadagnare abbastanza. Mentre per i contratti full time, non è ammessa la possibilità di trovare un secondo lavoro, essendo ammesso un monte massimo di 40 ore settimanali, ma al contempo avremo un?entrata superiore utile a compensare l?assenza di un secondo contratto.

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La trasformazione dal full time a part time

L?ultima differenza, assolutamente da non trascurare, è quella relativa alla possibilità di optare autonomamente per un?assunzione con un contratto part time anziché full time. Un lavoratore prossimo alla pensione, che desideri un lavoro più leggere negli ultimi anni prima del congedo pensionistico, una madre lavoratrice che vorrebbe passare più tempo a casa con i propri figli, sono tutti classici esempi di lavoratori che potrebbero chiedere la trasformazione del proprio contratto di lavoro da full time a part time. Al contrario, il passaggio inverso da contratto part time a full time, non è sempre agevole da ottenere, ma può essere richiesto per iscritto al proprio datore di lavoro, qualora siano trascorsi perlomeno 2 anni dall?assunzione, motivando la richiesta.

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