Differenze tra affitto e comodato

Tramite: O2O 30/09/2018
Difficoltà: media
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Introduzione

Il contratto di affitto e il contratto di comodato possono sembrare sinonimi ma, in realtà, differiscono per importanti effetti. Gli effetti vanno a generarsi non solo sul piano reale ma anche giuridico. In questa guida, vi chiariremo perfettamente le differenze tra i due istituti e l'opportunità di scegliere uno anziché l'altro.

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Il contratto di comodato d'uso

Nel contratto di comodato d'uso un soggetto, detto comodante, concede in godimento ad un altro soggetto, detto comodatario, un bene immobile, mobile o mobile registrato. Alla scadenza pattuita vige l'obbligo di restituirlo nelle stesse condizioni in cui l'ha ricevuto. L'unico vincolo, nel caso di concessione di un bene mobile, è che questo non sia consumabile. Infatti, se il bene fosse consumabile il comodatario non potrebbe restituirlo alla scadenza, nelle stesse condizioni in cui l'ha ricevuto.

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Il contratto di locazione

Nel contratto di locazione, un soggetto detto locatore concede in godimento ad un altro soggetto, detto locatario, un bene immobile o mobile per un certo periodo di tempo e dietro il pagamento di un corrispettivo. Il tipico contratto di locazione riguarda un bene immobile e le parti sono costituire dal proprietario, da un lato, e dal conduttore dall'altro. In questo caso il corrispettivo si sostanzia in un canone da corrispondere, a cura del conduttore, periodicamente e in misura fissa.

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La forma dei contratti

I due tipi di contratto differiscono per la forma che devono avere. Il contratto di comodato d'uso può essere concluso verbalmente o per iscritto e, in quest'ultimo caso, può essere registrato o meno. Invece, il contratto di locazione deve essere obbligatoriamente stipulato in forma scritta ed è soggetto a registrazione. La registrazione richiede che vengano redatte tre copie del contratto, una per parte e una da depositare. Le copie vanno affrancate ogni quattro pagine da una marca da bollo da 16 euro e, infine, va assolta l'imposta di registro nella misura fissa di euro 200.

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Il contenuto della prestazione nei contratti

Nel contratto di comodato il godimento del bene, mobile o immobile, è concesso senza alcuna pretesa di corrispettivo. Infatti, la concessione in uso è, di fatto, a titolo gratuito. Invece, nel contratto di locazione la concessione in godimento del bene è a titolo oneroso, in quanto è prevista dietro il pagamento di un corrispettivo, solitamente periodico.

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La durata nei contratti

Il contratto di comodato d'uso può essere stipulato con l'inserimento di una scadenza oppure a tempo indeterminato. Nel primo caso, al raggiungimento della scadenza il bene deve essere riconsegnato al comodante. Nel secondo caso, il contratto dura fino a quando il comodante non fa richiesta di restituzione del bene al comodatario.
Il contratto di locazione prevede, invece, l'inserimento di un termine ben preciso. Esso ha, dunque, una durata prestabilita.

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