Cosa fare in caso di assegno scoperto

Tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

L'assegno rappresenta un mezzo di pagamento largamente utilizzato al giorno d'oggi. La legge italiana determina che per ingenti somme di denaro non si può effettuare un pagamento in contanti. Come ogni cosa, ovviamente, questo metodo di pagamento presenta dei vantaggi e degli svantaggi. Se conosciamo personalmente chi eroga l'assegno, è possibile avere la completa sicurezza di riuscire a ricevere la somma di denaro prevista. In altri casi, invece, è possibile trovarsi di fronte ad un assegno scoperto. Questo significa che il proprietario del conto non ha del denaro a sufficienza per pagare. Quando si va a riscuotere l'assegno, in questo caso ci si ritrova di fronte ad un bel problema. In questa breve guida, pertanto, la nostra finalità è quella di vedere cosa fare e a chi rivolgersi in caso di ricevimento di un assegno scoperto.

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Occorrente

  • Dati di chi ha emesso l'assegno
  • Fotocopie della carta d'identità, del codice fiscale e dell'assegno
  • Legge e regolamento bancario
  • Avvocato
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La fase che porta all'iscrizione nel Registro dei Protesti

Una volta giunti in banca, sarà possibile accorgersi di aver ricevuto un assegno scoperto. A questo punto è necessario informare l'istituto bancario di quanto è avvenuto. Il primo passo, a seguire, sarà quello del protesto. Questo atto deve essere inviato generalmente da un notaio. A quel punto il Pubblico Ufficiale notificherà l'accaduto al diretto responsabile. Pertanto, provvederà ad iscrivere la persona interessata presso il Registro Informatico dei Protesti, collegato alla Camera di Commercio. Successivamente il responsabile potrà cancellare questa procedura nel più breve tempo possibile, saldando il debito e pagando una multa. In alternativa può anche attendere 5 anni, affinché si annulli automaticamente. In ogni caso, quest'ultima procedura non significa che può emettere un assegno scoperto senza incorrere in sanzioni.

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Quando si deve intentare una causa

La banca, a questo punto, dovrebbe provvedere a contattare l'istituto bancario responsabile dell'assegno non coperto. Quest'ultimo, a sua volta, deve mettere in atto le dovute indagini sul correntista. Se l'istituto rifiuta l'assegno nonostante non sia colpa nostra, è scontato che si debba procedere per le vie legali. In questo caso, infatti, è doveroso intentare una causa nei confronti del diretto responsabile. Per fare tutto questo è indispensabile rivolgersi all'autorità giudiziaria preposta, la quale avvierà la causa. Questa, ovviamente, può necessitare di molto tempo. È buona regola, naturalmente, contattare un avvocato che affiancherà, durante tutta quanta la procedura, colui che ha ricevuto un assegno scoperto. Il cattivo pagatore dovrà anche rimborsare tutte le spese legali che sono state sostenute per ottenere il risarcimento.

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Inviare una segnalazione alla Banca d'Italua

Un altro passo fondamentale da intraprendere, consiste nell'inviare una segnalazione direttamente alla Banca d'Italia, avvalendosi dei moduli ufficiali. Tramite questi documenti, è necessario indicare i propri dati personali, oltre ad inserire una fotocopia della Carta di Identità e del Codice Fiscale. Inoltre si deve anche allegare la fotocopia dell'assegno scoperto, nonché le informazioni relative al cosiddetto "cattivo pagatore".

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Verificare il registro dei cattivi pagatori

Tramite internet è anche possibile consultare il registro dei cattivi pagatori. Per fare tutto questo occorre compilare i moduli necessari, reperibili sul sito ufficiale della banca. Tra l'altro, per riuscire a controllare se un assegno è regolare o meno, è necessario consultare questo sito internet. In questa pagina web è sufficiente immettere il numero dell'assegno ricevuto come indicato nel modello. Nel caso in cui si pensa di aver ricevuto un assegno scoperto, è consigliabile recarsi immediatamente in banca. A quel punto, presso la banca sarà possibile richiedere tutti quanti chiarimenti e come agire nel migliore dei modi.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Non scoraggiarsi se per le vie legali occorre tempo, in questo caso abbiamo la legge dalla nostra parte
  • Provare a contattare il diretto responsabile per trovare, se possibile, un accordo
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