Come trattare fiscalmente le spese di vitto ed alloggio sostenute dal libero professionista in trasferta

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Introduzione

In questo argomento parliamo di un discorso che riguarda la materia giuridica ed economica: "Come trattare fiscalmente le spese di vitto ed alloggio sostenute dal libero professionista in trasferta". Con l'emanazione del Decreto Legge 25 giugno 2008, n.112, sono state apportate delle importanti modifiche inerenti al regime fiscale delle spese di vitto e di alloggio sostenute in trasferta dai liberi professionisti, nonché dagli imprenditori. Precisamente facciamo riferimento all'articolo numero 109, comma 5, del T. U. I. R. Invece, non è stata apportata alcuna modifica al trattamento fiscale delle spese di vitto e di alloggio sostenute in trasferta dai lavoratori dipendenti e dai lavoratori parasubordinati. Tra l'altro è necessario in considerazione che tutte le spese in esame riguardano i servizi alberghieri, ossia la somministrazione degli alimenti e delle bevande. A questo punto, possiamo passare all'atto pratico, ed entrare nel dettaglio del tema trattato in oggetto.

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Per prima cosa, parliamo di IRPEF. Precisamente, in ragione dell'IRPEF, la deducibilità delle spese inerenti il vitto e l'alloggio varia a seconda delle finalità secondo le quali il libero professionista le ha sostenute per sé stesso, in uno specifico periodo di imposta ed in occasione della propria trasferta. Un'altro punto da esaminare riguarda, invece, le spese di vitto e di alloggio. Per le spese di vitto ed alloggio sostenute per l'espletamento, in trasferta, dell'attività professionale, vediamo come occorre comportarsi. In questo caso, la deducibilità della succitata categoria degli oneri è garantita per il 75% del loro ammontare, entro il limite del 2% dei compensi annui. A seguire, invece, analizzeremo le spese di vitto ed alloggio sostenute dal libero professionista per rappresentanza. In quest'ultimo caso, c'è da dire che questi costi sono deducibili per il 75% del loro valore, ma entro il limite dell'1% del compenso annuo percepito dal libero professionista. In questa fattispecie, la spesa di vitto e di alloggio è ritenuta di rappresentanza allorché la connessa trasferta sia finalizzata all'incontro del libero professionista con il cliente oppure con il potenziale cliente, in modo da instaurare un rapporto di pubbliche relazioni, che viene attuato nei seguenti contesti di intrattenimento. A seguire, parleremo delle spese di vitto ed alloggio sostenute dal libero professionista per la partecipazione ai convegni, ai seminari ed ai corsi professionali. In questo caso, invece, la normativa prevede un doppio limite, che andiamo ora ad indicare. Nel dettaglio, la deducibilità è garantita per il 75% della metà del loro ammontare. In buona sostanza, questo genere di spese sono deducibili per il 37,5% del proprio valore.

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Ora, ci concentriamo sull'IRAP, Ai fini dell'IRAP, viene applicato il medesimo trattamento fiscale appena analizzato, in riferimento all'IRPEF. Tra l'altro, per avere una maggiore completezza di analisi ed in modo sommario, è necessario ricordare che il libero professionista è soggetto al pagamento dell'IRAP esclusivamente quando svolge la sua attività professionale in forma di autonoma organizzazione. Questo punto è stato ribadito dalla Sentenza n.1414 del 23 gennaio 2008 da parte della Corte di Cassazione.

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Il significato di IVA si spiega in poche righe. L'IVA, praticamente, è per definizione quell'imposta sul valore aggiunto. In definitiva, l'IVA rappresenta un'imposta che colpisce esclusivamente il valore aggiunto di ciascun processo della fase produttiva, come lo scambio dei beni e dei servizi. Il commerciante che si trova coinvolto in queste fasi, la versa nel momento dell'acquisto all'ingrosso, ma la recupera dalla vendita. È tenuto, ovviamente, alla registrazione dell'IVA ed al versamento all'Erario di quanto ha incassato al netto di quello che ha speso. L'IVA, pertanto, va ad incrementare i prezzi della merce per una quota che tuttavia viene versata allo stato (ossia all'Erario). Nello specifico delle tre succitate tipologie di oneri, inerenti il vitto e l'alloggio, sostenuti dal libero professionista in trasferta, l'IVA è interamente detraibile.

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L'eventuale rilascio dello scontrino fiscale oppure della ricevuta fiscale, in cui l'ammontare dell'IVA è compreso nel costo puro della prestazione, praticamente non è contabilizzato separatamente, e non concede al libero professionista la possibilità di detrarsi l'IVA. Questo discorso è valido anche se l'IVA stessa è desumibile con la tecnica dello scorporo. Conseguentemente, l'IVA non ammessa in detrazione è posta ad aumento del costo sostenuto e subisce, ai fini delle imposte dirette, il trattamento fiscale che abbiamo precedentemente esaminato. Per gli inesperti dell'ambito finanziario ed economico, vi consigliamo di leggere accuratamente questa guida, dal momento che potrebbero esserci dei contenuti difficoltosi da comprendere senza aver studiato delle basi di diritto ed economia.

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