Come superare psicologicamente il licenziamento

tramite: O2O
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Introduzione

Negli ultimi anni è sempre più d'attualità la parola crisi, in maniera graduale abbiamo visto aumentare drammaticamente, la percentuale di posti di lavoro persi. Specie in Italia le imprese non sono più in grado di affrontare le numerose spese, a causa anche di una tassazione molto alta. Molte aziende quindi sono costrette, loro malgrado a dover chiudere i battenti. Di conseguenza le aziende producono licenziamenti su licenziamenti, nonostante la tanto sperata e decantata ripresa di cui ancora non vediamo traccia. Essere viittima di un licenziamento è davvero un duro rospo da digerire, sia dal punto di vista economico, ma anche, e forse soprattutto, dal punto di vista psicologico. Il lavoro è un diritto sacrosanto, nobilità l'uomo ed egli, perdendo tale beneficio, non potrà che soffrirne. Vediamo dunque insieme come superare psicologicamente il licenziamento.

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Sconfiggere l'apatia

Il primo contraccolpo che il nostro stato psicofisico può subire con la perdita della propria occupazione è l'apatia: sospendere la nostra attività lavorativa, ci impigrisce inevitabilmente si avrà quindi la tendenza a rifiutare di svolgere qualsiasi attività, ci si chiude in se stessi e si tende a restare sempre in casa in pigiama. Sentiamo dentro di noi una sensazione di svuotamento, stati di rabbia alternati a stati depressivi. È come entrare in un tunnel senza uscita.

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Non perdere di vista se stessi

Una società che è abituata ad identificarci con il lavoro che svolgiamo, ci rende agli occhi del mondo dei soggetti senza identità, mettendo da parte quello che noi siamo per davvero. Niente di più sbagliato: una delle prime cose da ricordare è non perdere mai di vista sé stessi; noi siamo i nostri interessi, le nostre passioni e i nostri pensieri, prima di tutto. Identificasi con il proprio impiego e associare ad esso la propria identità è un fenomeno che riguarda per lo più coloro che hanno numerosi anni di carriera alle spalle.

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Reagire immediatamente

Ovviamente la parola d'ordine è "reagire", anche quando siamo stati licenziati dopo quasi vent'anni di onorata carriera. È estremamente complicato, senza ombra di dubbio ma è proprio per questo che bisogna trovare il coraggio e l'orgoglio per ricominciare: immaginarsi capaci di cambiare status lavorativo di punto in bianco e con mansioni completamente sconosciute ci consente di rimetterci di nuovo in gioco. Non tutti però riescono da soli a superare questo baratro e per questo esistono dei gruppi di supporto, che considerano l'inoccupato come persona, piuttosto che come qualcuno semplicemente in cerca d'impiego.

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