Come ripartire le spese di riscaldamento in un condominio

tramite: O2O
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Introduzione

Quando fa freddo, cosa importantissima, tanto in casa quanto sul luogo di lavoro, è il riscaldamento. Gli impianti di riscaldamento sono essenziali per rendere la casa o il luogo di lavoro il più confortevoli possibile. Solitamente, ogni proprietario gestisce da sé il proprio impianto, il tempo e le modalità d'uso e di conseguenza anche le spese relative. Tuttavia, spesso, in alcuni luoghi, come un complesso di uffici o in qualche condominio, si preferisce gestire l'impianto collettivamente, stabilendo ad esempio degli orari di accensione che siano approvati da tutti gli inquilini. Ciò avviene o quando è necessaria una maggiore quantità di calore, come in caso di stabili molto grandi, o di particolari condizioni meteorologiche o laddove c'è la necessità di lasciare porte e finestre aperte durante il giorno. A questo proposito, vediamo qui di seguito alcuni brevi passi che vi aiuteranno a capire come ripartire le spese in un condominio.

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Se, nei mesi freddi, non vivete nel condominio nel quale avete l'impianto condiviso o usufruite poco di tale risorsa per motivi diversi, avete la possibilità di percorrere quattro strade: il distacco individuale dall'impianto centralizzato, la conversione in impianto indipendente, l'adozione di impianti di termoregolazione automatizzati (i quali, anche mantenendo l'impianto centralizzato, assicurano la contabilizzazione del consumo di ogni singola abitazione) oppure chiedere all'amministratore del condominio di essere autorizzati a chiudere la tubazione che collega l'impianto alla vostra casa. In quest'ultimo caso, se dimostrate che il distacco del vostro impianto da quello condominiale produce un risparmio nella spesa per l'acquisto del combustibile, potrete persino usufruire di una considerevole riduzione della percentuale dei costi di esercizio.

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C'è una norma che permette la trasformazione dell'impianto centralizzato di riscaldamento in impianti a gas unifamiliari; si tratta della legge 10/91, art. 26. Per quest'operazione basta la maggioranza di cinquecentouno millesimi. Se l'assemblea non ha deliberato con il quorum dovuto il distacco, il condomino che desideri autonomamente installare un impianto indipendente deve comunque pagare tutte le spese di riscaldamento, sia di gestione che di manutenzione. Viene considerata però nulla, secondo il Tribunale di Roma, sez. III, sentenza n. 3390 del 3 marzo 1993, la delibera condominiale di trasformazione dell'impianto centralizzato presa a maggioranza dei millesimi, qualora non sia accompagnata dall'approvazione di un progetto ed annessa relazione tecnica di conformità.

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In ogni caso, bisogna precisare che, anche chi si distacca dall'impianto di riscaldamento centrale, è tenuto poi a partecipare alle spese per i lavori di ripristino dello stesso, in quanto ne resta sempre e comunque un comproprietario insieme agli altri inquilini del condominio. Ciò gli assicura, d'altro canto, di mantenere intatto anche il relativo diritto di voto per ogni decisione riguardante l'impianto stesso.

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