Come richiedere il TFR non corrisposto

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Introduzione

L'attuale periodo di crisi economica, che sta attanagliando l'Italia e in generale tutta l'Europa, mette in difficoltà ogni giorno tantissime aziende. Molto spesso infatti, alcune di esse, a causa di tutto questo, non hanno alcuna possibilità di versare il proprio TFR e, in alcune situazioni più gravi, anche lo stipendio ai propri dipendenti. Il lavoratore è, quindi, la prima vittima di questa crisi economica. Per ovviare a questo problema, nella seguente guida, vi illustrerò come richiedere il TFR non corrisposto nella maniera corretta. Vediamo quindi come procedere.

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Occorrente

  • Diffida
  • Avvocato
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Mettere in mora il datore di lavoro

Come prima cosa, il TFR, letteralmente trattamento di fine rapporto, è quella somma di denaro che viene erogata al lavoratore subordinato, quando cessa il rapporto di lavoro continuativo. Questa somma, viene solitamente erogata a prescindere dalla causa di questa interruzione, quindi è un diritto del lavoratore che il datore di lavoro deve sempre e comunque rispettare. Qualora il datore di lavoro non versi al dipendente il TFR o la busta paga, per diverse motivazioni, la prima mossa da fare è molto semplice. Il lavoratore può mettere in mora il suo datore di lavoro, ma per fare tutto ciò, dovrà inviare una diffida con una semplice raccomandata con ricevuta di ritorno.

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Chiedere parere ad un avvocato

In tale diffida, dovrà sollecitare il datore di lavoro a corrispondere quanto dovuto. Nella stessa, è importante precisare che, in caso di mancato versamento della somma dovuta da parte del datore di lavoro, si agirà in seguito per via legale. A questo punto, è bene chiedere parere ad un avvocato, il quale indicherà, più nel dettaglio, come muoversi in questo campo piuttosto spinoso. Successivamente, il legale ricorrerà in tribunale, con una procedura d'urgenza. Otterrà, quindi, un titolo esecutivo nei confronti del datore di lavoro.

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Rivolgersi all'INPS

Inoltre, se anche dopo il decreto ingiuntivo non verrà pagato il dovuto al lavoratore, l'avvocato, il più delle volte, tenterà con l'esecuzione forzata, come ad esempio il pignoramento dei beni. Qualora l'azienda in questione abbia una situazione debitoria piuttosto grave, il liquidatore deve, comunque, per legge dare priorità ai crediti nei confronti dei dipendenti, cioè tutti gli oneri erariali e previdenziali. Anche durante un eventuale procedura di fallimento dell'azienda, i crediti dei lavoratori si devono riconoscere ancor prima degli altri. In ultima istanza, se l'azione legale non ha sortito l'effetto sperato, il lavoratore può rivolgersi all'INPS.

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