Come recedere da un contratto d'opera

Tramite: O2O 12/03/2017
Difficoltà: media
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Introduzione

Nella guida seguente, vi forniremo alcune informazioni estremamente utili su come recedere da un contratto d'opera. Quest'ultimo è un semplice rapporto regolato dal Codice Civile, che scatta quando vi rivolgete a determinate categorie lavorative. In particolare, esso si stipula con gli operai, come ad esempio un muratore e un idraulico, o con i professionisti nel settore delle arti, come un pittore, uno scultore e tanti altri ancora. Stiamo parlando di un vero e proprio contratto di lavoro, contenente i compensi, le modalità di pagamento e tutto ciò che regolamenta ciascuna prestazione. Ecco come potete tutelarvi quando avete intenzione di recedere da un contratto d'opera. Le prossime righe potranno darvi una grossa mano riguardo all'argomento.

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Vediamo cosa dovete fare. Prima di tutto, intraprendere una sorta di indagine di mercato nel caso in cui dovete fare un lavoro di una certa entità. Richiedete diversi preventivi per dare un'occhiata ai prezzi. Un sistema perfetto per evitare sorprese poco gradite sul costo complessivo. Fate in modo che lo stesso preventivo venga rilasciato su carta intestata dalla ditta esecutrice dei lavori. Assicuratevi che sia presente la dicitura "per accettazione", segno di sottoscrizione da tutte e due le parti. Dopo aver concluso tale operazione, stabilite quale sarà il preventivo più onesto e vantaggioso tra quelli consultati. Scoprite ancora come recedere da un contratto d'opera.

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Se volete recedere da un contratto d'opera all'inizio dei lavori, dovete sapere alcune cose. Si tratta di una misura lecita, ma dovete accollarvi le spese sostenute e tutte le prestazioni concluse entro quel momento. Tutto ciò anche se eravate soltanto a metà col lavoro. Infine, stabilite in maniera precisa l'ammontare della caparra. Quest'ultima servirà per l'acquisto dei materiali per le riparazioni. Inoltre, verificate la scritta che regolarizzerà questo versamento. Stabilite se si tratta di un acconto, di una caparra confirmatoria o di una penitenziale.

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Tenete d'occhio il lavoro svolto. Accertatevi della sua esecuzione così come lo desiderate. Se non siete contenti, bloccate il tutto e recedete dal contratto. Potete farlo in un determinato periodo, che può variare dai tre o quattro giorni ai dieci o quindici. Se al termine del lavori vi rendete conto di un lavoro totalmente sbagliato, dovete intraprendere altre misure. Mantenendovi nei limiti della decenza, contestate e non pagate immediatamente il lavoro. Richiedete il risarcimento dei danni. Per farlo, avete otto giorni di tempo per contestare i danni facilmente riconoscibili. Se i danni sono meno visibili, potete muovervi entro un anno dalla fine dei lavori. Ed ecco come recedere da un contratto d'opera.

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