Come incassare un assegno bancario

Tramite: O2O 18/11/2016
Difficoltà: media
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Introduzione

In questi ultimi anni l'utilizzo dei contanti è diminuito in modo notevole a favore di metodi di pagamento come il bancomat, la carta di credito e le carte prepagate (utilizzate soprattutto per gli acquisti in rete). Anche se introdotto da molto tempo, invece, l'assegno bancario è ancora oggi uno strumento molto utilizzato per effettuare pagamenti, vista la sua praticità. In questa guida, a tal proposito, verrà indicato come incassare un assegno bancario, attraverso delle istruzioni semplici da seguire.

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Recarsi nella propria filiale bancaria

Per incassare un assegno bancario, sia che si tratti di un assegno trasferibile o di uno non trasferibile, è sufficiente recarsi in una filiale della Banca che ha emesso l'assegno (ossia la banca intestataria dello stesso) e chiedere direttamente allo sportello di cambiarlo in contanti. Sarà necessario mostrare un documento di identità ed eseguire una firma sul retro dell'assegno; in alcuni casi verrà fatta apporre anche la data di nascita. Se non sono mai state effettuate operazioni all'interno della banca (o di una sua filiale) sarà necessario compilare un modulo con i propri dati, che verrà conservato dalla banca stessa.

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Verificare la scadenza dell'assegno bancario

Può accadere che nella zona in cui abita il beneficiario dell'assegno non siano presenti filiali della banca intestataria; in questo caso per incassare un assegno bancario il cliente si può recare in una banca nella quale possiede un conto corrente e chiedere di far trasferire su quest'ultimo l'importo dell'assegno stesso. Un aspetto importante da considerare è la scadenza dell'assegno bancario; dalla sua emissione, infatti, si ha un anno di tempo per incassarlo. Nel caso, però, si voglia avere la possibilità di agire qualora risulti scoperto, è opportuno incassarlo entro 8 giorni dalla data di emissione (per un assegno su piazza, ossia pagabile nello stesso Comune nel quale si è provveduto all'emissione) oppure entro 15 giorni (per un assegno fuori piazza, pagabile in un Comune diverso).

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Revocare l'ordine di pagamento

Trascorso questo periodo di tempo chi ha rilasciato l'assegno ha la possibilità di contattare la propria banca e revocare l'ordine di pagamento; la banca stessa, a quel punto, impedirebbe al creditore di incassare la somma. È bene ricordare che si tratta solo di una possibilità, di un rischio che il creditore si assume non recandosi velocemente ad incassare quanto gli spetta. Diffuso è anche l'utilizzo dell'assegno postdatato, che viene impiegato quando si ha una momentanea carenza di fondi. In questo caso, se al momento dell'incasso non esistono somme depositate sufficienti a coprirlo sono previste sanzioni per chi lo ha emesso.

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