Come impugnare un licenziamento illegittimo

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il presente che ognuno di noi sta vivendo rappresenta un momento molto difficile dal punto di vista economico e quindi soprattutto lavorativo. Sono numerose le aziende, anche le più apparentemente solide, che finiscono per fallire tragicamente, lasciando senza lavoro numerosi impiegati e operai, costretti ad abbandonare il proprio posto di lavoro, perfino quello considerato più sicuro. È perciò opportuno che ogni lavoratore presti la massima attenzione ai propri diritti per poter rivendicare ciò che gli spetta, evitando soprusi o licenziamenti facili e ingiustificati. Esiste infatti la possibilità per il lavoratore ingiustamente licenziato di poter ottenere ciò che gli spetta e che gli è stato tolto per motivazioni sbagliate, facendo ricorso alla legge e alle sue istituzioni giuridiche a seconda del livello della causa. Con questa guida perciò vedremo come fare per impugnare un licenziamento illegittimo, alla luce della nuova riforma sul lavoro del 2012 che ha cambiato notevolmente le cose.

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Occorrente

  • Certificazione necessaria al fine di impugnare il licenziamento
  • Consulenza legale (facoltativa)
  • Modulistica per i ricorsi
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La Legge n.92/2012, tra le tante cose, fa riferimento anche ai licenziamenti illegittimi e va a coinvolgere l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Le procedure per presentare il ricorso ad un licenziamento sono cambiate e, se il lavoratore non è ben informato, rischia di assistere passivamente alla decadenza di questo suo diritto inalienabile. La nuova legge sul lavoro introduce quello che viene chiamato "processo breve", applicato a tutti i casi successivi al 18 luglio 2012. La prima fase di questo iter prende il nome di "stragiudiziale": il lavoratore ha 60 giorni di tempo dall'avviso di cessazione della collaborazione lavorativa per presentare la sua intenzione di impugnare il licenziamento per iscritto, anche dopo essersi rivolti a un legale, ma l'importante è che il ricorso venga sottoscritto dall'interessato. Una volta informato il datore di lavoro, sarà necessario rivolgersi al giudice per chiedere il ripristino della propria posizione lavorativa.

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La fase giudiziale riguarda l'impugnazione del licenziamento da parte di un giudice, e dev'essere necessariamente intrapresa entro e non oltre 180 giorni dalla sottoscrizione della richiesta. Per dare il via all'azione, è sufficiente deporre il ricorso presso il tribunale di competenza del proprio territorio di appartenenza, e a questo punto il giudice del lavoro inviterà entrambe le parti a comparire entro i successivi 40 giorni. Il lavoratore è tenuto ad informare il proprio datore di lavoro entro 25 giorni dall'udienza, in modo che quest'ultimo abbia il tempo di preparare le proprie argomentazioni a favore del provvedimento che poi presenterà al momento di recarsi davanti al giudice. Durante la prima udienza il giudice vorrà ascoltare le parti in causa ed assumere le prove da lui ritenute idonee per lo svolgimento del caso, per emettere, una volta chiarito il quadro generale degli avvenimenti, un'ordinanza di accoglimento della domanda o di rigetto.

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La fase finale dell'intero iter burocratico per impugnare un licenziamento illegittimo è quella che viene detta di opposizione: il lavoratore e il datore di lavoro hanno la facoltà di rifiutare la prima ordinanza emessa dal giudice, ma ciò che conta è che tale opposizione venga presentato entro e non oltre 30 giorni dalla stessa. In seguito a questo reclamo, il giudice convoca nuovamente le parti dopo altri 60 giorni e l'oppositore ha l'obbligo di informare la controparte entro 30 giorni. Quindi si tiene la nuova udienza, la quale si concluderà con una sentenza di rigetto o accoglimento della domanda. In caso di rigetto, il lavoratore potrà sempre presentare il ricorso alla corte d'appello, da depositare entro 30 giorni dalla sentenza giudiziaria. La prima udienza presso la corte d'appello avrà luogo entro 60 giorni e potrà confermare la sentenza giudiziaria oppure bocciarla. Se anche questo tribunale respingerà il ricorso, l'ultima chance a disposizione dell'oppositore è rappresentata dalla cassazione; l'udienza verrà in questo caso fissata entro 6 mesi dalla presentazione dei moduli, ma, se anche in questo caso la richiesta non dovesse essere accolta, non sarà più possibile per il lavoratore impugnare il proprio licenziamento e dovrà rassegnarsi al suo destino.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Non temporeggiate nell'occuparvi di ogni fase di questo processo in quanto, allo scadere del tempo stabilito, il vostro diritto decadrà.
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