Come Fare La Rinuncia All'Eredità

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Introduzione

L'eredità può essere accettata oppure rinunciata. Nel caso in cui si dovesse decidere di rinunciare ad una eredità oppure ad una parte di essa, si tratta di avanzare una richiesta presso la Cancelleria del Tribunale di residenza. In alternativa si può presentare, presso un notaio, una dichiarazione che sottoscriva l'intenzione di rinuncia. Tra i vari temi che toccheremo, vedremo le motivazioni che possono portare a prendere una decisione del genere. Poi faremo anche qualche riferimento ad articoli del codice civile. In questa semplice ed esauriente guida vedremo, pertanto, come fare la rinuncia all'eredità.

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Se prendete la decisione di rinunciare ad una eredità, come prima cosa dovete stabilire se eseguire questa rinuncia presso uno studio notarile di propria fiducia, oppure rivolgersi presso la Cancelleria del Tribunale di residenza. Per poter fare la rinuncia è necessario avere a disposizione tutta una serie di documenti, che andremo a citare a seguire. Uno di questi è il certificato di morte in carta libera della persona che ha lasciato eredità l'eredità, poi è richiesta un marca da bollo da 14,62 euro, nonché una marca da 7,08 euro che dovrà essere applicata sulla copia dell'atto, nel caso in cui venisse rilasciato entro cinque giorni dalla presentazione della rinuncia. Se avete l'intenzione che la copia dell'atto vi venga rilasciata nel giorno stesso della vostra richiesta, è necessario utilizzare una marca da bollo da 21,24 euro.

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Tra l'altro occorre tenere in considerazione che la rinuncia all'eredità prevede una tassa di registrazione che ammonta ad euro 168,00. Questo importo dovrà essere versato, avvalendosi del modello F23, presso un qualunque ufficio postale oppure bancario. Il modello F23, infatti, può essere sempre reperito rivolgendosi a questi uffici. L'importo relativo all'imposta di registro, inoltre, deve essere pagata da ciascun soggetto che rinuncia all'eredità stessa.

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Nel caso in cui la vostra intenzione è quella di presentare la vostra rinuncia presso la Cancelleria del Tribunale di residenza, è consigliabile prendere appuntamento presso la Cancelleria. In questa maniera si eviterà di dover ripresentarsi varie volte presso questo ufficio, perdendo tempo inutilmente. Una volta che è stato preso l'appuntamento, presentandosi con tutti quanti i documenti necessari e con tutti quelli che sono interessati alla rinuncia, si riuscirà a concludere la propria pratica nella stessa giornata.

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Vediamo, ora, alcuni approfondimenti. Questo tipo di rinuncia rappresenta un atto con il quale il chiamato (ovvero l’erede) dichiara di non volere acquistare l'eredità, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori rispetto ai crediti. In questa maniera egli fa cessare gli effetti verificatisi nei suoi confronti a seguito dell'apertura della successione e rimane, pertanto, completamente estraneo alla stessa, con la conseguenza, tra l’altro, che nessun creditore potrà rivolgersi a lui per il pagamento dei debiti ereditari. La rinuncia all'eredità deve essere avanzata con una precisa dichiarazione. Precisamente, deve avvenire con ricevuta da un Notaio oppure con ricevuta dal Cancelliere del Tribunale del circondario in cui si è aperta la successione (Cancelleria della Volontaria Giurisdizione). La dichiarazione deve essere inserita nel Registro delle successioni conservato nel medesimo Tribunale.

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A questo punto, possiamo affrontare una curiosità che non tutti sanno. La dichiarazione di rinuncia non deve prevedere alcuna condizione. Ad esempio, non si può dichiarare “rinuncio all’eredità a condizione che Tizio venda a Caio i suoi gioielli”. Inoltre, la rinuncia non deve prevedere alcun termine. Ad esempio, non si può dichiarare “rinuncio all’eredità fino al 31.12.2013”. In più, la rinuncia non deve prevedere alcuna limitazione. Ad esempio, non si può dichiarare “rinuncio all’eredità limitatamente all’autovettura del defunto, ma accetto la sua casa”. In caso contrario, la dichiarazione è nulla, ossia non produce alcun effetto. Se la rinuncia viene effettuata dietro corrispettivo oppure a favore di soltanto alcuni degli altri soggetti chiamati all’eredità, questo comporta l’effetto contrario, ossia l’accettazione dell’eredità.

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Per concludere, vi riportiamo altre nozioni fondamentali. Entro quando va fatta questa richiesta, secondo l’articolo 480 Codice Civile, il diritto di accettare e quindi di rinunciare all'eredità si prescrive (cioè può essere esercitato) in dieci anni dal giorno della morte del defunto. In caso di accertamento giudiziale dello stato di figlio, tuttavia, il termine decennale inizia a decorrere dal passaggio in giudicato della relativa sentenza (secondo l'articolo 480, 2° comma, Codice Civile). Il termine di 10 anni può essere tuttavia abbreviato. In buona sostanza, chiunque vi ha interesse (ad esempio, un creditore personale del chiamato) può chiedere al Tribunale del luogo dove si aperta la successione che sia fissato un termine entro il quale il chiamato dichiari se accetta oppure rinuncia all'eredità (azione c. D. “interrogatoria”). Trascorso questo termine senza che abbia fatto la dichiarazione, il chiamato perde il diritto di accettare o di rinunciare all’eredità (secondo l'articolo 481 Codice Civile). Ovviamente questa è soltanto una breve guida che ha tratto spunti da vari articoli del codice civile. Per ricevere delle informazioni maggiormente dettagliate, vi consigliamo di rivolgersi ad esperti del settore. Vi invitiamo, per concludere, a visionare il sito web che abbiamo allegato a questo tutorial.

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