Come dare le dimissioni per giusta causa

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Introduzione

Talvolta alcune problematiche personali, motivi di salute o cambi di città, possono indurre a rinunciare al posto di lavoro. Questa azione, rientra nel programma stilato dallo statuto del lavoratore, e si chiama "dimissioni per giusta causa", per cui, è possibile intraprenderla, seguendo però un particolare iter burocratico, che in questa guida ci apprestiamo a conoscere. Ecco dunque nel dettaglio come dare le dimissioni per giusta causa.

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Questa forma di dimissione volontaria da parte del lavoratore è particolare, visto che non c'è l'obbligo di preavviso, regola stabilita dalle normative vigenti dei contratti di lavoro. Le motivazioni che possono far quindi scaturire le dimissioni per giusta causa da parte di un dipendente, sono più di una, per cui nei passi successivi, le andremo ad analizzare in modo dettagliato.

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Una prima e valida "giusta causa" può essere intrapresa dal lavoratore contro il titolare dell'azienda per mancato pagamento della retribuzione. Questa situazione consente al richiedente di dimettersi, senza necessariamente provvedere ad un preavviso. Un altro motivo molto importante, che consente di dare le dimissioni per giusta causa, è determinato da eventuali molestie o forme di mobbing subite dal dipendente sul posto di lavoro. In questo caso, si tratta di una situazione di non facile sostenibilità, che consente di impugnare il regolamento dello statuto e richiederle senza alcun preavviso, salvo la dimostrabilità dei fatti. Anche la richiesta di trasferimento di un dipendente da un ufficio all'altro, gli attribuisce il diritto a recedere dal contratto, avvalendosi quindi delle dimissioni per giusta causa, sempre previo presentazione di valide motivazioni. Altre situazioni simili, possono far dunque chiedere le dimissioni per giusta causa, come ad esempio il comportamento irriguardoso da parte dei colleghi dello stesso livello o superiore, oppure in caso di cessione dell'azienda ad altri datori di lavoro, che potrebbero anche non soddisfare le esigenze del lavoratore dal punto di vista economico, venendo quindi a far mancare le condizioni ideali presenti all'origine in occasione dell'accettazione del contratto di lavoro.

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Una volta riconosciuta la giusta causa, al lavoratore che ha presentato l'instanza di dimissioni, spetta un'indennità sostitutiva nei modi e nei tempi previsti dalle normative vigenti, che regolano i rappori lavorativi, e che sono gli stessi di cui si avvale anche il datore di lavoro per chiedere a sua volta le dimissioni, quando i ruoli sono invertiti. Ovviamente, il lavoratore, deve dimostrare la validità della giusta causa, per cui è necessario presentare all'INPS, l'apposita domanda, in modo da ottenere subito dopo l'indennità di disoccupazione. Al fine di far valere i propri diritti e non incorrere in gravi errori burocratici (e soprattutto legali), è tuttavia consigliabile avvalersi del supporto e della consulenza di un legale o di un sindacato.

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