Come dare le dimissioni

Tramite: O2O 04/12/2016
Difficoltà: difficile
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Introduzione

Molte volte capita che un dipendente debba apporre una firma su un foglio bianco che servirà poi in futuro per le dimissioni dello stesso. In questo modo l'azienda stessa evita tutto il procedimento da compiere per questa situazione senza però trasgredire le norme vigenti in merito. Per evitare però il malfunzionamento di tale pratiche, il Legislatore nel luglio del 2012 ha modificato le disposizioni così si saprà bene come dare le dimissioni.

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Il rapporto quindi non sarà più bilaterale ma bensì coinvolgerà altri organi come la DTL (direzione territoriale del lavoro), o in alternativa il Centro per l'impiego territorialmente competente, oltre quest'ultime però ci potrebbero anche essere altre sedi utili alla contrattazione collettiva. Una volta presentate le dimissioni o la risoluzioni del contratto quindi, occorrerà la supervisione degli organi sopra citati. L'alternativa poi è rappresentata dalla dichiarazione in calce del lavoratore che dovrà essere poi inviata al Centro per l'impiego.

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Trascorsi i 30 giorni in cui il lavoratore non abbia inviato la dichiarazione all'organo competente, sarà lo stesso datore di lavoro ad inviare una comunicazione per adempiere alla procedura, facendo in modo che essa venga applicata. Una volta che questa comunicazione viene ricevuta, lo stesso lavoratore avrà un tempo di 7 giorni per presentarci agli organi competenti, ovvero il Centro per l'impiego o la DTL. L'alternativa è rappresentata dal ritiro delle dimissione da parte del lavoratore con comunicazione scritta per il datore di lavoro, dove va resa tracciabile grazie alla raccomandata. In questo caso le dimissioni risultano revocate ma non ci sarà retribuzione per i giorni dove l'attività non è stata svolta. Dove ci sia l'inerzia del lavoratore il rapporto andrà a risolversi del tutto.

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Allo scadere dei 30 giorni se dovesse essere il datore di lavoro a non ottemperare all'obbligo le stesse dimissioni sono da considerare prive di effetti. Con questo schema della legge però gli abusi da parte dei datori di lavoro non mancano, specie se il lavoratore deve consegnare le dimissioni nelle mura aziendali, ciò comunque porta ad un infrazione che dai 5 mila ai 30 mila euro. Troviamo poi una particolare tutela per quel che riguarda la lavoratrice madre e il lavoratore padre, per i quali viene rafforzato il quadro di tutele previsto. Ciò tramite l'aggiunta della convalida della richiesta di dimissioni o del recesso consensuale, da parte dei servizi ispettivi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. I casi di riferimento sono quelli tassativamente indicati dall'art.55, quarto comma, del Decreto legislativo n.151 del 26 marzo 2001, ovvero il Testo Unico sulla tutela della maternità, sul quale hanno inciso le modifiche della legge 92/2012; dunque a ricevere la forma particolareggiata di tutela in questione è la lavoratrice madre durante la gravidanza, così come dalla lavoratrice o dal lavoratore entro i primi 3 anni di vita del bambino, o entro i primi 3 anni di accoglienza, nel caso di minore adottato o in affido, ed entro 3 anni dalla comunicazione della proposta d'incontro con il minore adottato, in caso di adozione internazionale.

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Inoltre, la legge 99/2013, di conversione del Decreto legislativo n.76 dello stesso anno, prevede tutele analoghe sulla stessa tematica anche per i lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, compresi i contratti a progetto, e anche per coloro i quali abbiano il rapporto disciplinato da contratto di associazione in partecipazione. Al momento in cui si scrive si sta svolgendo l'iter legislativo di approvazione del Disegno di legge Di Salvo, riprendente un cammino in tal senso già intrapreso dall'ultimo governo Prodi nel 2007, con il varo della legge n.188/2007 (provvedimento in seguito cancellato nella successiva legislatura) consistente nell'anticipare le tutele, anziché intervenire successivamente. Questo mediante l'utilizzo di appositi moduli numerati scaricabili da internet riportanti data di emissione e di scadenza precise, rendendo così non possibile il ricorso a dimissioni in bianco, le quali non potrebbero mai svolgersi se non attraverso il modello così numerato e presentato. Ma, come si anticipava, la proposta è tutt'ora in discussione, anche se al momento ha ottenuto l'approvazione della Camera.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Prima di conseguire tali procedure è consigliabile ricorrere al parere di un sindacato, o, qualora si prevedano particolari complicanze, di un consulente del lavoro o di un avvocato
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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