Come contestare la bolletta dell'energia elettrica

Tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Il fenomeno delle bollette impazzite è purtroppo una costante poco lieta nel nostro paese. I contribuenti sempre più spesso si trovano a combattere con conti da pagare palesemente più salati del dovuto. Che si tratti di errore o della classica furbata poco importa, perché alla fine il vero problema diventa come fare a non pagare somme non dovute. Oggi ci occupiamo di una delle bollette più comuni per tutti noi, ovvero la bolletta dell'Enel. Come fare quando la somma segnata da pagare è superiore a quanto dovrebbe? Come fare per non pagare? In questo caso bisogna contestare la bolletta all'ente che l'ha emessa, un percorso non proprio breve e semplice. Vediamo quindi quali sono i passi da seguire per contestare la bolletta dell'energia elettrica.

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Per prima cosa (e qui iniziano le seccature) è necessario recarsi di persona agli uffici commerciali della società per chiedere ulteriori chiarimenti in merito all'entità dell'importo fatturato e al possibile errore. La stessa richiesta può essere effettuata anche per via telefonica, ma a meno che non vi sia un impedimento che vi costringe in casa, il consiglio è sempre quello di presentarsi di persona.

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Se non ci troviamo d'accordo con quanto ci verrà detto, dobbiamo munirci di carta e penna e scrivere un reclamo, ossia una lettera raccomandata A/R. A seconda del motivo del reclamo, la nostra raccomandata potrà essere una lettera di "messa in mora" o una lettera di "diffida", oppure si potranno presentare, in modo sempre formale e civile, altri tipi di richieste o di contestazioni. In ogni caso, occorre allegare alla lettera, le fotocopie delle bollette e/o dell'eventuale documentazione a supporto del nostro reclamo. Al fine di evitare la sospensione del servizio, gli importi che si ritiene siano dovuti, devono essere pagati (nel loro totale comprensivo di IVA) entro la data di scadenza della fattura, con bollettino postale o bonifico, dandone comunicazione al gestore e trattenendo copia del versamento.

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Nel reclamo di contestazione, dovremmo indicare i nostri dati, il nome dell'intestatario dell'utenza, l'indirizzo presso cui avviene la fornitura del servizio, il codice cliente associato alla bolletta. Una volta ricevuto il reclamo, il gestore, secondo quanto previsto nella normativa vigente, dovrà risponderci entro 40 giorni.

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Se l'errore d'importo sarà rilevato, la somma, impropriamente presa, ci verrà rimborsata entro un paio di mesi o con un accredito in bolletta o attraverso un assegno postale. Qualora la somma spettante non perverrà nei termini previsti, si potrà chiedere un risarcimento nella misura di 20 euro, se il pagamento verrà effettuato dai due mesi ai sei mesi. Se invece il tutto si protrae fino a 9 mesi, ci spetteranno 40 euro. Se poi il gestore non riterrà opportuno, addirittura, dar seguito al vostro reclamo e quindi non vi fornirà alcuna risposta, potremmo chiedere aiuto all'Aeeg (Autorità per l'energia elettrica e il gas). Ci servirà fare una semplice telefonata da un telefono fisso al numero verde 800.166.654 oppure l'invio di un'email a reclami. Sportello@acquirenteunico. It. Ricordiamoci che una bolletta dopo 5 anni va in prescrizione e in quel caso non possiamo più fare niente.

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