Come calcolare la quota di legittima testamentaria

Tramite: O2O 27/02/2016
Difficoltà: media
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Introduzione

Quello della successione è un argomento che tutti, prima o poi, siamo chiamati ad affrontare. Le regolamentazioni giuridiche legate alla successione, sono davvero moltissime e mirano sostanzialmente alla tutela degli interessi del defunto e dei suoi parenti più prossimi. Proprio per tale ragione, nella seguente guida, vi illustrerò, attraverso una serie di utili e semplici passaggi, come calcolare la quota di legittima testamentaria nelle diverse situazioni, ossia la presenza o meno di un coniuge e di figli, che può cambiare in maniera determinante la quota disponibile di cui il testatore può disporre. Vediamo quindi come procedere.

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Occorrente
  • Codice Civile
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Come prima cosa, è necessario specificare che nelle successioni testamentarie, la legge italiana è molto chiara e stabilisce che, chi vuole fare dei lasciti testamentari, può disporre (in tal senso) solo di una parte del proprio patrimonio, in quanto esistono delle figure, legate al testatore, che godono di una particolare tutela da parte del codice civile, il quale riserva loro delle quote di legittima, anche se ciò va contro la sua volontà. Tali persone, vengono definite con il termine di legittimari e la quota a loro spettante, varia in base al rapporto che hanno con il testatore ed al loro numero.

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I legittimari riconosciuti giuridicamente sono tre: il coniuge, i figli (o i loro discendenti se questi non sono più in vita) e i genitori del testatore (questi ultimi rientrano in questa categoria solo in assenza di figli). La prima casistica che si potrebbe verificare è la sola presenza del coniuge: in questo caso, ad esso spetta la metà del patrimonio, mentre l'altra metà resta disponibile per lasciti testamentari. Se oltre al coniuge c'è anche un figlio il patrimonio va diviso così: un terzo al coniuge, un terzo al figlio e un terzo disponibile. Se i figli sono più di uno si procede così: un quarto al coniuge, metà ripartita in parti uguali tra i figli e il restane quarto disponibile.

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Successivamente, se invece il coniuge non c'è, ma ci sono i figli, la quota di legittima verrà calcolata in questo modo: metà al figlio e metà disponibile in caso di figlio unico; due terzi ripartiti in parti uguali tra i figli e un terzo disponibile, in caso questi siano due o più. Se non ci sono né coniuge, né figli ma sopravvivono gli ascendenti, questi avranno diritto ad un terzo del patrimonio del defunto come quota di legittima, mentre i restanti due terzi rappresentano la disponibilità testamentaria.

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Consigli
Non dimenticare mai:
  • Rivolgetevi ad un avvocato o ad un notaio in caso di dubbi riguardo la quota di legittima testamentaria.
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