Come avviare la procedura di fallimento della propria attività

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Accade sempre più spesso di dover chiudere la propria attività, a causa di una mancata o di un'insufficiente fatturazione.
Gli aspetti procedurali del processo di bancarotta sono regolati dalle norme di procedura fallimentare, che fanno parte del diritto fallimentare delle regole locali di ogni tribunale. Le regole di fallimento contengono una serie di moduli ufficiali. Il codice fallimentare, il diritto fallimentare e le regole locali esposte nelle procedure giuridiche formali, affrontano i problemi del debito dei cittadini e delle imprese. Gran parte del processo fallimentare è di tipo amministrativo, però è condotto in maniera giudiziale. Il coinvolgimento di un debitore con il giudice fallimentare è di solito molto limitato. Il debitore non comparirà in tribunale e non vedrà il giudice a meno che non sorgano obiezioni in merito. Di solito l'unico procedimento formale, in cui deve apparire un debitore è durante la riunione dei creditori. Ecco come avviare la procedura di fallimento della propria attività.

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Occorrente

  • Tribunale fallimentare
  • Giudice delegato
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I presupposti iniziali per poter riconoscere se c'è un fallimento e per avviare dunque la dichiarazione della propria attività sono: lo stato di insolvenza del debitore e che il debitore debba essere un imprenditore commerciale privato.

La dichiarazione di fallimento verrà inoltrata dal Tribunale del luogo corrispondente alla sede della nostra azienda. Chi è predisposto a chiederla invece sarà l'imprenditore insolvente, il Pubblico Ministero dopo che avrà fatto delle opportune verifiche e il Tribunale quando lo stato di insolvenza emergerà fuori nel corso di un processo civile.

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Il Tribunale poi in cui ha sede l'azienda, nominerà il giudice delegato ed il curatore per l'assistenza e la gestione del patrimonio. Dunque ordinerà all'azienda fallita di depositare tutti i vari bilanci.
I creditori dovranno presentare entro il periodo stabilito una domanda con l'indicazione della cifra dovuta dal debitore in fallimento. Verrà dunque poi così stabilita la data dell'adunanza per la verifica dello stato passivo del fallimento.

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Infine ne deriverà una sentenza che obbligherà il debitore a presentare entro un giorno i bilanci, fissando un limite di tempo entro il quale i creditori possono presentare domanda, nominando il giudice e un curatore fallimentare.

Il proprietario dell'azienda fallita potrà infine presentare entro 15 giorni, la controsentenza (tranne se è stato egli stesso a dichiarare il fallimento). In questo caso vigerà inevitabilmente la revoca del fallimento.

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