Come aprire una società all'estero

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

La crisi economica e lavorativa che ha colpito lo Stato italiano da parecchi anni, ha spinto numerosi giovani lavoratori e imprenditori, a cercare fortuna fuori dai confini, stabilendo la sede dei propri affari all'estero. Di seguito, vi suggerirò come aprire una società all'estero in maniera semplice e soprattutto efficace. La procedura, infatti, può nascondere diverse insidie e ostacoli, basta però sapersi destreggiare al meglio.

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Obblighi contabili e fiscali

Indubbiamente il primo passo fondamentale, consiste nel contattare un esperto nel settore commerciale estero dall'Italia. Al fine di ottenere un dettagliato resoconto dei costi e degli obblighi contabili e fiscali. Questi dati sono infatti diversi da luogo in luogo. Solo un esperto sarà in grado di fornirvi informazioni adeguate sulla normativa legale del paese in cui vi interessa fissare la sede della società.

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I rischi

Avviare una società all'estero e riscuotere successo nel tempo, richiede comunque una certa dose di preparazione. Per cui è sconsigliabile perciò procedere se non si hanno almeno dagli otto ai dieci mesi di esperienza nel proprio settore. Tuttavia, prima di concretizzare una simile eventualità, è necessario analizzare con attenzione le conseguenze di una scelta in questa direzione, ad esempio i benefici e gli svantaggi rilevanti. Il rischio maggiore, deriva dalla possibilità di scegliere un ambito male assortito o comunque con poche possibilità di successo. Per finire, vi ricordo che i vantaggi derivanti dell'apertura di una società all'estero, sono molteplici, cominciando dal sistema fiscale e dalle spese di gestione. Questa probabile caratteristica, non deve però tradursi nell'intenzione scorretta di compiere comportamenti illeciti, quali ad esempio l'evasione di tasse a discapito dello Stato italiano.

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I procedimenti burocratici

Stesso discorso, vale anche per il disbrigo dei procedimenti burocratici (registrazione, pratiche notarili e autorizzazioni fissate dalla normativa del posto, anche in base al settore societario di riferimento). Molti paesi peraltro, (ad esempio l'Inghilterra o l'Australia), non ritengono necessario l'intervento del notaio per la costituzione della società, mentre altri, prevedono addirittura il regime della doppia tassazione, (per coloro che mantengono il domicilio in Italia, ma hanno costituito una società operativa all'estero). Quindi, informatevi adeguatamente per non compiere passi falsi, tenendo conto dei principi suddetti.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Affidatevi ad dei professionisti del settore per capire bene le normative vigenti nel paese in cui aprire la vostra società
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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