Come aprire una elicicoltura

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Nella guida seguente sono dati alcuni consigli per la realizzazione di una elicicoltura, ovvero, come aprire un allevamento di chiocciole da gastronomia. In Italia ci sono circa 6.000 aziende professionali elicicole e coprono il 35% del fabbisogno di consumo interno. Il dato è in costante crescita poiché i costi di produzione sono sostanzialmente bassi. Non vi sono acquisti di mangime per l’alimentazione e nelle spese figurano principalmente la manodopera per la gestione e la raccolta. Per di più le prospettive del mercato sono ottime in quanto, oltre che al mollusco per preparazioni gastronomiche, è possibile commercializzare la bava della lumaca, che si estrae dalla stessa e contiene l'elicina, una sostanza dalle numerose proprietà farmaceutiche. Per questa attività potete anche rivolgervi alle istituzioni che offrono degli interessanti incentivi per la realizzazione.

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Occorrente

  • rete fitta
  • materiale da semina
  • paletti in pvc o in legno
  • impianto di irrigazione
  • topicidi e insetticidi
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La chiocciola è un mollusco ermafrodita insufficiente, quando 2 chiocciole si accoppiano, ambedue si fecondano e depongono le uova. Per l'avvio di un impianto di circa 3000 metri quadrati, avrete bisogno di 18.000 chiocciole. Esse dovranno essere inserite all'interno di un recinto, realizzato con materiale da recinzione dalla rete molto fitta necessario nella quantità esatta per la realizzazione di un recinto da, appunto, 3000 metri quadrati. L'investimento richiesto si aggira intorno ai 15.000 euro e la rendita annua potrebbe oscillare tra i 22.000 e i 24.000 euro.

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La recinzione perimetrale isola l’appezzamento ed impedisce l’ingresso ai numerosi e vari predatori del mollusco. Inoltre deve evitare la fuga delle lumache, e suddividere i vari momenti del ciclo completo: riproduzione, schiusa e ingrasso. L’altezza fuori terra di questa struttura è normalmente non inferiore ai 68/70 cm., mentre viene interrata almeno cm.40 nel terreno per evitare l’ingresso dei roditori (talpe e topi). Il materiale, inoltre, deve essere liscio per impedire la salita e l’ingresso di insetti camminatori nemici e deve essere resistente per molti anni alle condizioni climatiche avverse.
In generale l’area da destinare alla riproduzione viene dimensionata in rapporto all’area del settore ingrasso, la densità delle fattrici è di 120 unità al mq. Di norma i settori sono tutti di lunghezza non superiore ai 70/80 metri, con larghezza da 3 a 4 metri

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Una volta creato il recinto avrete bisogno anche di abbondante materiale per la semina (sarà di questo che si ciberanno le chiocciole che vanno nutrite con una vegetazione fresca e selezionata) e di un buon impianto di irrigazione. La quantità d'acqua necessaria è variabile a seconda del tipo di terreno e dal microclima del posto. Un dato di media di circa 2 lt/mq al giorno. Per la realizzazione dell'impianto completo, saranno necessarie all'incirca quattrocento ore. Il ciclo produttivo, invece, è abbastanza lento e le lumache sono pronte per la raccolta e per la vendita dopo circa 18-24 mesi. Ovviamente, per una elicicoltura di queste dimensioni, avrete bisogno anche di appoggiarvi a manodopera di operai stipendiati.

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Il rischio maggiore nell'elicicoltura è rappresentato dall'elevato tasso di mortalità dei molluschi che si assesta più o meno al 50% dell'intero prodotto. Non è comunque difficile l’ammortamento del costo dell’impianto e dei piccoli acquisti annuali di semi, topicidi e disinfestanti. Un esame dei bilanci aziendali di attività già in funzione, considerate tutte le spese, conferma che il prodotto ottenuto non viene mai a costare più del 40% della quotazione all'ingrosso di mercato. Le quotazioni delle lumache da 10 anni subiscono incrementi dell’8-10% all’anno. I prezzi variano da un minimo di 2-3 euro ai 5 euro per chilogrammo a seconda della specie delle lumache. Le quotazioni delle piccole partite, vendute dall’allevatore direttamente al ristorante o al consumatore finale, sono normalmente superiori di un 40-50% circa a quelle sopra riportate. Potete, infatti, proporre il vostro prodotto direttamente e principalmente ai mercati ittici e ai mercati ortofrutticoli. Potete anche pubblicizzarle in prossimità di sagre e feste popolari. Se possedete gli strumenti necessari, potete anche vendere il vostro prodotto direttamente surgelato e correttamente conservato.

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È utile ancora sapere che tre sono le specie fondamentali di lumache utilizzabili per l’allevamento: helix aspersa, helix pomatia, helix vermiculata. Inoltre, le ulteriori prospettive di mercato che si stanno aprendo con la possibilità di utilizzare in ambito cosmetico e farmaceutico la bava della lumaca rendono questo tipo di attività una buona opportunità anche per un futuro d'impresa estremamente redditizio. La bava si usa per prevenire le rughe e se ne realizzano sciroppi per combattere la tosse, dal momento che favorisce, anche, la ricostruzione dell’epitelio danneggiato della laringe e dei bronchi. Nell'ambito del Piano di Sviluppo Rurale delle singole regioni potrete trovare le misure adatte a sostenere o intraprendere tale attività (insediamento giovani agricoltori, ammodernamento aziende agricole, ...).

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Le lumache, come tutti i prodotti agricoli, hanno una loro stagionalità. L'allevamento a ciclo biologico prevede lunghi periodi di letargo pertanto non è possibile avere prodotto fresco tutto l'anno
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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