Come aprire una casa famiglia

Tramite: O2O 18/09/2019
Difficoltà: media
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Introduzione

La casa famiglia è una struttura abitativa destinata ad ospitare minori orfani o minori supportati dai servizi sociali, in quanto la famiglia di origine non può occuparsene, ex detenuti, ex prostitute o vittime di tratta, immigrati, persone indigenti, anziane o affette da alcune patologie psichiche come, ad esempio, la depressione.
Lo scopo della casa famiglia, oltre a dare una casa a chi non ce l'ha, è quello di favorire il recupero e il re-inserimento sociale dei soggetti che presentano diversi tipi di problematiche e ad alto rischio di isolamento sociale: all'interno di una casa famiglia si vive, infatti, a stretto contatti gli uni con gli altri, suddividendo i compiti relativi alla gestione delle attività della casa in base alle attitudini e alle capacità personali, promuovendo percorsi di riabilitazione individuali e di gruppo.
Detto ciò, è dunque evidente, che per aprire una casa famiglia, sono necessarie competenze specifiche in più settori, oltre ad avere uno spazio idoneo dover poter ospitare le persone in difficoltà. In questa guida vi forniremo una serie di consigli utili su come aprire una casa famiglia. Questa attività è sempre più richiesta, in Italia, oggigiorno: dato l'elevato tasso di invecchiamento della popolazione, il settore dell'assistenza è in costante crescita. Ci vuole una predisposizione naturale per prendersi cura delle persone in difficoltà, non si può pensare di aprire una casa famiglia a mero scopo di lucro, la componente umanitaria deve essere spiccata in coloro che decidono di intraprendere questa nuova attività.

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Occorrente
  • Locali
  • Personale qualificato
  • Adempimenti normativi
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Le competenze necessarie

Se desiderate aprire una casa famiglia e volete gestirla in prima persona, la prima cosa da fare è di capire se possedete le competenze necessarie per lavorare in una struttura di questo tipo. Se intendete, ad esempio, aprire una casa famiglia destinata a minori, dovrete sicuramente fare dei corsi specifici, come ad esempio i corsi per diventare assistente di comunità infantile. Inoltre, dovrete e studiare e conoscere molto bene la psicologia dell'età evolutiva e la pediatria. Sarà necessario informarsi, presso la vostra regione o il vostro comune di appartenenza, circa le scuole di formazione che erogano questo tipo di corsi: si tratta di solito di opportunità formative a pagamento con una durata variabile in media intorno ai due o tre anni di studio.

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I locali a norma

Una volta acquisite le competenze, dovrete occuparvi dell'adeguamento della struttura abitativa destinata ad accogliere le persone in difficoltà. Ci sono delle normative regionali specifiche da rispettare. Se i locali non sono già stati adibiti a questo uso, bisognerà adeguarsi alle normative e fare gli investimenti necessari per renderli idonei al vostro scopo. Se intendete ad esempio ospitare dei diversamente abili, le leggi in proposito (in particolare la Legge 328 del 2000) sono giustamente molto severe ed è necessario che tutto quanto, compresi gli impianti e l'arredo dei locali, sia davvero a norma per non rischiare di andare incontro a spiacevoli sorprese. Sarà necessario eliminare le eventuali barriere architettoniche, seguire le norme sulla sicurezza degli impianti, seguire le direttive in materia urbanistica ed edilizia, e prepararsi a prevenire un eventuale incendio o un elemento atmosferico avvero. In breve: conoscere e rispettare tutte le norme previste per questo tipo di attività.

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Le persone ospitate

La Legge che regola l'apertura di una casa famiglia prevede dei limiti per quanto riguarda il numero di persone da ospitare, determinato in base alle dimensioni della stessa struttura e al numero di operatori disponibili: conoscere ed occuparvi di tutto, soprattutto se è la prima volta, potrebbe risultare piuttosto difficile ed oneroso, quindi potreste farvi supportare e consigliare da un'associazione o da una cooperativa già presente sul territorio che eroga questo tipo di servizi. La concorrenza in questo settore, non è un problema, saranno felici di aiutarvi perché c'è molto bisogno di questo tipo di strutture. Un'altra idea potrebbe essere quella di chiedere direttamente agli istituti di detenzione, alle comunità terapeutiche, o agli ospedali chi siano gli utenti che hanno maggiormente necessità di questa struttura. È molto importante curare le relazioni pubbliche con queste istituzioni perché saranno loro a mandare da noi le persone che necessitano di assistenza in una casa famiglia.

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L'avvio dell'attività

A questo punto, un passaggio obbligato è quello di ottenere il nulla osta per l'avvio dell'attività, da parte del Comune in cui sarà ubicata la casa famiglia. La domanda dovrà essere presentata, presso l'ufficio competente, da parte di colui che si occupa della gestione della casa famiglia per suo conto o per conto di una qualche associazione o cooperativa.
Non sarà possibile aprire la casa famiglia senza il nulla osta rilasciato dal comune. Per ottenerlo potrebbe volerci del tempo, alcune settimane o anche mesi, in quanto gli impiegati comunali dovranno effettuare dei sopralluoghi e dovranno avere il tempo di visionare e controllare tutto il materiale documentale fornito.

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Il coinvolgimento dell'Asl

In alcuni casi, quando la casa famiglia è destinata ad erogare anche servizi di assistenza medica e infermieristica, è necessario anche un passaggio presso l'Assessorato alle politiche sociali del Comune e presso l'Asl di riferimento. Il coinvolgimento dell'Asl è necessario anche perché, essendo la casa famiglia una struttura a scopo non lucrativo, per il suo mantenimento dovrete poter contare sui fondi pubblici e sui rimborsi spese effettuati dalla stessa Azienda Sanitaria. Dovrete quindi essere convenzionati con il Comune per il servizio che andrete ad offrire e dovrete fare un contratto con la Asl di riferimento per la fornitura delle prestazioni sanitarie e per l'aggiornamento continuo dei vostri operatori.

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La casa famiglia di piccole dimensioni

Il numero di controlli da effettuare, da parte delle autorità competenti, risulta notevolmente inferiore, dunque anche con tempi di attesa più brevi, nel caso di una casa famiglia di piccole dimensioni, che ospiti ad esempio un numero di persone o minori non superiore a 6: in tal caso, infatti, la procedura per il rilascio dell'autorizzazione è molto più semplice, in pratica sarà sufficiente presentare una richiesta di apertura presso l'ufficio comunale di competenza e attendere 60 giorni per procedere all'avvio delle attività. Anche in questo caso, però, qualora siano previsti servizi di assistenza ad anziani e malati, è necessario il coinvolgimento dell'Asl e l'assunzione di personale qualificato.

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Consigli
Non dimenticare mai:
  • Questa attività richiede una vera vocazione, non può essere improvvisata. Le persone ospitate potrebbero subire un grave danno.
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