Come aprire una casa famiglia

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

La casa famiglia è una struttura abitativa destinata ad ospitare minori orfani o sottratti alla famiglia dai servizi sociali, ex detenuti, immigrati, persone indigenti, anziane o affette da alcune patologie come ad esempio la depressione.
Scopo della casa famiglia, oltre che di dare una casa a chi non ha, è quello di favorire il recupero e il re-inserimento sociale di soggetti affetti da disagio psichico o da altri disturbi di tipo comportamentale: all'interno di una casa famiglia si vive, infatti, a stretto contatti gli uni con gli altri, suddividendo i compiti relativi alla gestione delle attività della casa in base alle attitudini e alle capacità personali e promuovendo percorsi di riabilitazione individuali e di gruppo.
Detto ciò, è dunque evidente che per aprire una casa famiglia sono necessarie competenze specifiche in più settori, oltre naturalmente ad avere uno spazio idoneo per ospitare persone in difficoltà. Nella guida che segue vi forniremo una serie di consigli utili su come aprire una casa famiglia.

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Se desiderate aprire una casa famiglia e volete gestirla in prima persona, la prima cosa da fare è di acquisire le competenze necessarie per lavorare in una struttura di questo tipo. Se intendete, ad esempio, aprire una casa famiglia destinata a minori, dovrete sicuramente fare dei corsi per assistente di comunità infantile e avere delle basi di psicologia dell'età evolutiva e pediatria. Informatevi, presso la vostra regione o il vostro comune di appartenenza, circa le scuole di formazione che erogano questo tipo di corsi: si tratta di solito di opportunità formative a pagamento con una durata variabile in media intorno ai due o tre anni di studio.

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Una volta acquisite le competenze, dovrete occuparvi dell'adeguamento della struttura abitativa destinata ad accogliere le persone in difficoltà. Questo ovviamente comporterà delle spese notevoli, soprattutto se intendete ad esempio ospitare dei diversamente abili, in quanto le leggi in proposito (in particolare la Legge 328 del 2000) sono molto severe ed è necessario che tutto quanto, compresi gli impianti e l'arredo dei locali, sia davvero a norma per non rischiare di andare incontro a spiacevoli sorprese.

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Tenete presente poi che la Legge che regola l'apertura di una casa famiglia prevede dei limiti anche per quanto riguarda il numero di persone da ospitare, di solito determinato in base alle dimensioni della stessa struttura e al numero di operatori disponibili: occuparvi di tutti questi aspetti, soprattutto se è la prima volta, potrebbe risultare piuttosto oneroso, quindi potrebbe essere un'idea quella di farsi aiutare da un'associazione o da una cooperativa già presente sul territorio che eroga questo tipo di servizi.

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A questo punto, un passaggio obbligato è quello di ottenere il rilascio per l'avvio dell'attività da parte del Comune in cui è ubicata la casa famiglia. La domanda dovrà essere presentata presso l'ufficio competente da parte di colui che si occupa della gestione della casa famiglia per suo conto o per conto di una qualche associazione o cooperativa.
Non si potrà ovviamente aprire la casa famiglia senza il nulla osta rilasciato dal comune, per il quale potrebbe essere necessario un tempo di attesa di alcune settimane o mesi in quanto dovranno essere effettuati dei sopralluoghi e dovrà essere visionato tutto il materiale documentale fornito.

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In alcuni casi, quando la casa famiglia è destinata ad erogare anche servizi di assistenza medica e infermieristica, è necessaria anche un passaggio presso l'Assessorato alle politiche sociali del Comune e presso l'Asl di riferimento. Il coinvolgimento dell'Asl è necessario anche perché, essendo di fatto una casa famiglia una struttura di tipo non lucrativo, dovrete di necessità contare per il suo mantenimento su fondi pubblici e su servizi diretti forniti dalla stessa Azienda Sanitaria.

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Il numero di controlli da effettuare da parte delle autorità competenti risulta notevolmente inferiore, dunque anche con tempi di attesa più brevi, nel caso di una casa famiglia di piccole dimensioni, che ospiti ad esempio un numero di persone o minori non superiore a 6: in tal caso, infatti, la procedura per il rilascio dell'autorizzazione è molto più semplice, in pratica sarà sufficiente presentare una richiesta di apertura presso l'ufficio comunale di competenza e attendere 60 giorni per procedere all'avvio delle attività. Anche in questo caso, però, qualora siano previsti servizi di assistenza ad anziani e malati, è necessario il coinvolgimento dell'Asl e l'assunzione di personale qualificato.

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