Come agire in caso di contributi non versati da parte del datore di lavoro

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Difficoltà: media
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Introduzione

In questo articolo abbiamo pensato di affrontare un problema che purtroppo, molto spesso, affligge molti lavoratori. Vogliamo parlare di come poter agire nel caso in cui abbiamo dei contributi, che non vengono versati, da parte del nostro datore di lavoro. Quest'evenienza è molto diffusa tra i lavoratori ed occorre tentare di porre rimedio quanto prima, nella maniera più semplice, veloce e corretta possibile. Perdere i contributi per volontà del proprio datore di lavoro finirà per avere dei risvolti negativi sulla pensione che un giorno, si spera, possiamo andare a percepire.

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Occorrente

  • Domanda di riscatto
  • denuncia
  • azione legale per risarcimento danni
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Recarsi in una sede Inps

Iniziamo subito con il dire che il nostro datore di lavoro ha il dovere di versare i contributi perché questi andranno a comporre la pensione di cui potremo godere una volta che si smetterà di lavorare. Purtroppo, però, ci sono dei datori di lavoro che decidono di non versarli. I lavoratori, possono controllare se il proprio datore di lavoro sta versando tutti i contributi in maniera regolare. Per farlo non dobbiamo far altro che recarci in una sede Inps oppure direttamente al sito, inserendo i dati di accesso. Se dovessimo, malauguratamente, renderci conto che il datore non fa il suo dovere, possiamo agire di conseguenza per tutelarci.

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Avviare le azioni necessarie contro il datore di lavoro

La prima cosa da fare è quella di mettere al corrente, di tutto ciò che sta accadendo, l'Inps che aprirà delle indagini nei confronti del datore di lavoro. Nel momento in cui constaterà che il datore non versa regolarmente i contributi, avvierà tutte le azioni necessarie, con le dovute sanzioni amministrative e non solo. Se ciò che si contesta al datore di lavoro è solo un ritardo nel versamento, l’Inps applicherà una sanzione pecuniaria; nel caso in cui non si dovesse trattare di un semplice ritardo ma di una cosa abitudinaria, le sanzioni applicate saranno più gravi. E’ bene controllare in tempo il versamento dei contributi perché il tutto potrebbe cadere in prescrizione, in particolar modo dopo i 5 anni e con il conseguente rischio di vederci ridurre la pensione.

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Chiedere una sorta di riscatto per la mancata contribuzione

Nel caso in cui volessimo intraprendere anche un’azione legale contro il datore di lavoro, possiamo farlo e richiedere il risarcimento per danni subiti. Tutto ciò è previsto dal Codice Civile che ritiene il datore di lavoro responsabile della mancata contribuzione ed anche del danno recato al lavoratore stesso. Altra strada da provare è quella di chiedere una sorta di riscatto, di tutti i periodi di lavoro per cui non si è ricevuto alcun versamento di contributi: in questo modo il lavoratore si vedrà corrispondere dall’Inps una rendita d’importo pari alla pensione o alla quota di pensione che gli dovrebbe spettare in base agli anni per i quali non sono stati versati i contributi.

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