5 cose da sapere sulla maternità obbligatoria

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Introduzione

La maternità obbligatoria rappresenta il periodo in cui la madre lavoratrice deve esimersi dal lavoro. Qui di seguito, verranno riportate le 5 cose più importanti da sapere sul congedo obbligatorio, trascritte nel decreto legislativo n. 151 del 26 marzo 2001, anche conosciuto come "Testo unico maternità/paternità".

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A chi spetta

La maternità obbligatoria spetta alle sospese o disoccupate, alle lavoratrici agricole a tempo determinato o indeterminato, alle colf e alle badanti, alle operaie, alle impiegate, alle dirigenti, alle lavoratrici a domicilio, alle lavoratrici LSU o APU e alle lavoratrici dipendenti assicurate all'Inps.

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Il periodo in cui spetta

La durata del congedo, solitamente, è pari a 5 mesi: due mesi precedenti al parto e 3 mesi a partire dal giorno della nascita. Con la certificazione del ginecologo, che attesta l'assenza dei danni al bambino, è possibile sfruttare questi mesi a proprio piacimento. Dopo i 3 mesi post parto, la madre o il padre, avranno diritto a orari di permesso non retribuiti. Per lavorare anche l'ottavo mese è necessario l'attestato del ginecologo e del medico aziendale. Nel caso di una nascita prematura, i mesi post parto verranno contati comunque dalla data del parto.

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Quanto spetta

Nel periodo di congedo di maternità, il lavoratore o la lavoratrice hanno diritto ad un compenso pari all' 80% della retribuzione giornaliera calcolato in base al periodo di paga estinto precedentemente l’inizio della maternità obbligatoria. Il pagamento può anche essere del 100% se previsto dal contratto di lavoro. Le libere professioniste hanno diritto ad una retribuzione nella misura dei 5/12 dell’80% del reddito professionale dichiarato nel secondo anno antecedente alla data del parto. Questi contributi vengono accreditati dall'Inps.

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La domanda del congedo obbligatorio

La domanda deve essere spedita dalla donna all'Inps mediante internet (sul sito dell'Inps) oppure appellandosi ad un patronato o chiamando il numero gratuito 803164 da rete fissa o il numero 06164164 da rete mobile pagando secondo la propria tariffa. Questa richiesta deve essere inviata prima del settimo mese di gravidanza e occorrerà indicare tutte le informazioni sullo stato di gravidanza.

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L'interruzione della gravidanza

Nel caso di interruzione spontanea, la donna potrà godere ugualmente dei 5 mesi di congedo perché, secondo la legge Italiana, l'aborto che si verifica a 180 giorni oltre il sesto mese, viene ritenuto un vero e proprio parto. Terminati i 5 mesi, la donna avrà il diritto di riprendere la propria attività normalmente.

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