5 cose da sapere sulla maternità facoltativa

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Introduzione

Quando una lavoratrice è in dolce attesa segue, su indicazione del suo medico, un fitto protocollo di analisi e visite di controllo, per monitorare lo sviluppo del bambino. Ma è necessario che sia informata su diritti e doveri che le spettano e, soprattutto, quali sono gli adempimenti burocratici. Alla lavoratrice madre, infatti, oltre ai permessi per visite di controllo e analisi, vengono riconosciuti dei mesi di aspettativa retribuita obbligatoria prima e dopo il parto, ma ha la possibilità di usufruire di un'aspettativa aggiuntiva: la maternità facoltativa. Vediamo insieme le 5 cose da sapere sulla maternità facoltativa: di cosa si tratta e quali documenti sono necessari per usufruirne.

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Cos'è l'aspettativa facoltativa

L'aspettativa facoltativa è un periodo di astensione dall'attività lavorativa che i neo genitori, per i sopraggiunti impegni familiari dovuti al nuovo arrivato, possono chiedere. La denominazione di astensione facoltativa è stata aggiornata dalla dicitura "congedo parentale" ora presente nei documenti Inps, in quanto entrambi i genitori possono farne richiesta anche in contemporanea.

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Chi può farne richiesta

Il congedo parentale può essere richiesto:
-dai lavoratori dipendenti a due condizioni, nel caso in cui il rapporto di lavoro era in vigore all'inizio e durante il periodo di astensione obbligatoria; il bambino è vivente;
-dai lavoratori autonomi se hanno versato i contribuiti del mese precedente all'inizio dell'astensione;
La richiesta può essere presentata dai genitori naturali, sia madre che padre, o dai genitori adottivi/affidatari.

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Quando e per quanti mesi è possibile usufruirne

La domanda per poter accedere al congedo parentale deve essere presentata prima dell'inizio del periodo richiesto, infatti in caso di ritardo si considerano per la retribuzione solo i giorni a partire dalla data di presentazione della domanda.
Entro i 12 anni di vita del bambino la lavoratrice madre può chiedere di un periodo continuativo o frammentato fino a 10 mesi, per cui le viene riconosciuta una retribuzione in percentuale progressivamente maggiore in proporzione ai mesi chiesti.

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Quale retribuzione viene riconosciuta

La retribuzione riconosciuta varia in base agli anni del bambino e al periodo di astensione.
Fino ai 6 anni del bambino i genitori posso chiedere un massimo di sei mesi, in tale periodo viene riconosciuto il 30% della retribuzione del mese precedente all'inizio del periodo di congedo.
Nel periodo successivo è fino agli 8 anni di età del bambino si può chiedere il periodo residuo di congedo non utilizzato precedentemente, esso viene retribuito al 30 % se il reddito del genitore non supera 2,5 volte l'importo annuale della pensione minima.
Fino ai 12 anni del bambino il periodo di congedo non è indennizzato e si calcola sottraendo i giorni già utilizzati.

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Quali documenti presentare

Per inoltrare la richiesta di congedo parentale si deve seguire una delle seguenti procedure, in quanto la domanda è telematica:
-attraverso il portale www. Inps. It utilizzando i servizio telematico accessibile al cittadino in possesso di codice pin;
- contattando il Call center da rete fissa al numero 8031164, da rete mobile al numero 06164164
-recandosi presso un Patronato, che vi aiuterà grazie ai servizi telematici di cui dispone.

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