5 cose da sapere sul pagamento con i voucher

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Introduzione

Oggi non è sempre facile riuscire a trovare un'occupazione sicura, stabile e duratura nel tempo. Per tutti quei lavoratori che svolgono lavori discontinui, poco sicuri e che, nella maggior parte dei casi, non offrono tutti i vantaggi di cui un lavoratore ha bisogno, ecco che l'INPS eroga i "buoni lavoro" o voucher per pagare questa categoria di lavoratori. Con la Jobs Act-riforma del lavoro è stato possibile innalzare fino a 7000€ il valore massimo del compenso annuale che un lavoratore può guadagnare con i voucher. Ecco le 5 cose da sapere sul pagamento con i voucher.

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Tipi di voucher

L'INPS eroga due tipi di voucher: quelli cartacei e quelli telematici e si differenziano sulle modalità in base alle quali vengono concesse ai lavoratori. I voucher cartacei vengono consegnati prima al datore di lavoro il quale provvederà a consegnarlo al lavoratore. Il lavoratore potrà poi ritirare l'importo presso un ufficio postale entro 24 mesi. I voucher telematici vengono consegnati dall'INPS direttamente al lavoratore su una apposita INPS Card. Questi buoni lavoro sono disponibili in tagli da 10€ a 50€.

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Chi può essere pagato con i voucher e chi può usufruirne

Possono essere pagati tramite voucher solo alcune categorie di persone stabilite dall'INPS: i pensionati, gli studenti nel periodo delle vacanze, gli inoccupati e i disoccupati, gli stranieri, purché abbiano il permesso di soggiorno e possono svolgere un'attività lavorativa. I soggetti che invece ne possono usufruire sono le famiglie, gli imprenditori, tutti gli enti le cui attività non hanno scopo di lucro (cioè non hanno l'obiettivo di ricavarne del denaro), le imprese familiari e alcune strutture pubbliche.

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Aiutano a contrastare la precarietà

I voucher originariamente sono nati per permettere a coloro che erano costretti a restare a casa di poter ricevere un compenso, anche se minimo, per la loro minima prestazione in un determinato settore. Erano e sono una valvola di sfogo per la crescente disoccupazione e precarietà. Però, oggi, si sta marciando nella direzione opposta, in quanto il denaro lordo erogato annualmente attraverso il pagamento tramite voucher risulta essere maggiore di circa il 40% rispetto al denaro erogato quotidianamente ai lavoratori dipendenti, con retribuzione regolare.

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Come viene stabilito il valore del voucher

Abbiamo enunciato precedentemente che i voucher erogati dall'INPS hanno un valore che oscilla tra i 10€ e i 50€. Partendo dal presupposto che un voucher da 10€ viene concesso a quel lavoratore che ha svolto un'attività per un'ora, tutti gli altri vengono concessi a chi ha adempiuto per 2, 3, 4 e 5 ore. È importante, inoltre, essere al corrente del fatto che il valore nominale del voucher non verrà intascato interamente dal lavoratore, queste perché all'INPS spetterà il 25% dell'importo complessivo.

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Limiti dei voucher

È bene tenere a mente che se un'attività deve essere retribuita tramite voucher, durante la fase lavorativa, il lavoratore non può richiedere le ferie, la malattia, lo stato di maternità per le donne e gli assegni familiari. Nel caso in cui il lavoratore ha ricevuto più di un buono lavoro, può recarsi presso l'INPS e richiedere il rimborso.

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