5 cose da sapere sui contratti dei lavoratori domestici

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Difficoltà: media
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Introduzione

Avere un lavoro continuativo nella vita risulta piuttosto difficile, quindi bisogna accontentarsi spesso di quello che si trova. Una soluzione rischiosa è quella di tentare una carriera in proprio, aprendo una società con partita IVA. Impegnandosi si potrebbe ottenere un successo commerciale, ma non tutti vogliono correre rischi. Per rimanere abbastanza tranquilli, è dunque possibile svolgere un'attività lavorativa alle dipendenze. Il tipo di mestiere ricercato tanto negli ultimi anni è quello del lavoro casalingo. Si tratta comunque di una professionale abbastanza faticosa che richiede numerosi sacrifici. Per questo motivo, il compenso orario non è basso e viene prevista una regolamentazione speciale. Nel presente tutorial vediamo le 5 cose fondamentali da sapere sui contratti dei lavoratori domestici.

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Comunicare all'INPS la stipulazione del contratto

Anche quando si ricorre ad un lavoratore domestico occorre stipulare un contratto regolare. L'assunzione dovrà venire comunicata all'INPS entro mezzanotte del giorno antecedente rispetto a quello di inizio lavoro. Nel 2017, tale ente previdenziale ha previsto una sezione riservata al lavoratore domestico all'interno del proprio sito web ufficiale. Entrando in questa area tramite il PIN, basterà seguire tutte le istruzioni riportate. Nell'accordo contrattuale bisogna indicare la ragione dell'assunzione, i compiti attribuiti, la durata, l'orario lavorativo, le ore reali lavorate ed i riposi settimanali. Come dato personale va invece specificato l'indirizzo del luogo in cui il lavoratore domestico svolge le mansioni.

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Conoscere le modalità di pagamento stipendio e versamento contributi

Una seconda cosa importante da sapere sui contratti dei lavoratori domestici riguarda la corresponsione dello stipendio e dei contributi previdenziali. Con riferimento alla paga, bisogna rispettare il compenso minimo previsto all'interno delle tabelle retributive aggiornate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Registrata l'assunzione del lavoratore domestico, l'INPS gli assegnerà una posizione assicurativa. Al datore di lavoro, tale ente previdenziale spedirà i bollettini MAV per la corresponsione trimestrale dei contributi previdenziali (Gennaio, Aprile, Luglio ed Ottobre). Esistono comunque ulteriori modalità per versare quest'ultimi: direttamente nel sito web ufficiale dell'INPS, attraverso il contact center o nei punti Reti amiche (come le tabaccherie o gli sportelli Unicredit).

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Sapere i requisiti occorrenti per l'assunzione

Per assumere un lavoratore domestico, l'iter burocratico da seguire risulta piuttosto veloce. Bisogna però distinguere fra cittadino italiano/europeo maggiorenne o minorenne e persona extracomunitaria. Il lavoratore da assumere ha la cittadinanza italiana o quella di un Paese d'Europa? Basterà accertarsi che egli possegga la tessera sanitaria ed un documento di riconoscimento entrambi in corso di validità. Quando si tratta di un minorenne (almeno 16 anni), bisogna esibire anche la certificazione di idoneità lavorativa ed il consenso scritto dei genitori. Il lavoratore domestico extracomunitario deve invece avere il permesso di soggiorno conforme per l'esecuzione del lavoro casalingo.

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Decidere come pagare il lavoratore assunto

Una quarta cosa da sapere sui contratti dei lavoratori domestici riguarda la tipologia di pagamento. Qualora si tratti di un lavoro occasionale e discontinuo, è possibile ricorrere ai famosi voucher da 10€ ciascuno (2,50€ riservati a contributi INPS, contribuzione INAIL ed assicurazione contro infortuni). L'importo netto annuale massimo di questi buoni lavoro è pari a 7000€ ed il loro acquisto può avvenire online, negli uffici postali, negli sportelli bancari o nelle tabaccherie. Per riscuotere ogni voucher, il lavoratore casalingo dovrà redigerli e consegnarli allo sportello postale o alla tabaccheria. In caso di lavoro continuativo, bisogna invece fare un vero contratto nel sito web ufficiale dell'INPS. Stipulando tale accordo contrattuale, il domestico avrà gli stessi diritti ed obblighi di un qualsiasi dipendente.

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Conoscere le regole su riposo giornaliero e ferie annuali

L'ultima cosa rilevante da sapere sui contratti dei lavoratori domestici riguarda le ferie spettanti annualmente ed i riposi giornalieri obbligatori per legge. Ogni anno, è necessario concedere 26 giorni di riposo. Nel corso di tale periodo, il datore di lavoro avrà l'obbligo di versare 1/26 della retribuzione mensile per ciascuna giornata di vacanza. Con riferimento al riposo quotidiano, la Cassazione ha stabilito 11 ore consecutive. Da un lato questa regola viene incontro ai diritti dei lavoratori casalinghi, dall'altro lato genera problemi ai datori che necessitano di assistenza continua. Quest'ultimi dovranno infatti trovare giornalmente un altro lavoratore domestico che possa fungere da sostituto.

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