5 buoni motivi per lasciare il proprio lavoro

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Introduzione

Attualmente, con i tempi che corrono, lasciare il proprio lavoro non è esattamente una cosa da fare, ma va detto che esistono alcune situazioni particolari che possono giustificare tale decisione. Se è vero che la crisi economica che ha investito l'Italia ed altri paesi esteri, ha creato molti disoccupati è altresì vero che ha dato vita a situazioni lavorative pessime e contratti di lavoro che offrono poche garanzie. Si tratta spesso di contratti a tempo determinato, caratterizzati talvolta da stipendi miseri. Vediamo insieme 5 buoni motivi per lasciare il proprio lavoro.

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Trovare un nuovo lavoro

Tra le tante motivazioni che possono spingere una persona a lasciare il proprio posto di lavoro, troviamo proprio quella più piacevole, ossia l'aver trovato un nuovo lavoro che offra garanzie migliori ed uno stipendio più sostanzioso, od anche una miglior posizione lavorativa. Questa situazione particolare, costituisce sicuramente un buon motivo per dire addio al vecchio lavoro, ai colleghi e al proprio datore con estrema serenità e firmare con gioia, il nuovo contratto.

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Essere in attesa di un bambino

Quando si aspetta un bambino non necessariamente si deve lasciare il proprio lavoro a meno che, la situazione finanziaria lo consenta, e lo si desideri. In taluni casi non si tratta del primo figlio ma di un secondo, od un terzo piccolino in arrivo, situazione che sicuramente andrà a gravare come impegno, sulla mamma e sull'organizzazione familiare. Molte donne che hanno mantenuto il proprio lavoro alla nascita del primo figlio, hanno dovuto rassegnare le dimissioni alla seconda o terza gravidanza.

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Subire mobbing

In molte aziende, specie in quelle medio piccole, ma non solo, può accadere che per riduzione di personale o motivi di altra natura, il dipendente sia costretto a subire mobbing, una pratica considerata un vero e proprio reato, che può indurre l'insorgenza di manifestazioni psichiche serie, quali ad esempio una forte depressione. Quando non si è in grado di fronteggiare la situazione e risolverla in modo legale, o la psiche comincia a cedere, è meglio lasciar stare e cercare un altro posto di lavoro in cui i propri servigi, vengano apprezzati in maniera diversa.

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Cambiare città

Talvolta per motivi familiari di riavvicinamento alla propria famiglia, o di promozione ed impiego all'estero di uno dei due coniugi, si è costretti ad operare una scelta: se la carriera del coniuge è importante ed il proprio lavoro rimpiazzabile con facilità anche altrove, è di sicuro consigliabile dimettersi dando il dovuto preavviso. Successivamente si dovrà cercare un nuovo impiego nella città in cui si è deciso di trasferirsi.

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Contrarre una malattia

Questo è uno dei motivi che non consente di operare una scelta diversa da quella di lasciare il lavoro, specie se si tratta di una malattia professionale imputabile ad esso, o di una patologia di entità notevole che non permette più di poter svolgere il proprio lavoro. Anche nei casi meno seri va ricordato che la salute è un bene prezioso e va rispettata e salvaguardata nei limiti del possibile.

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