TFR: termini di pagamento e mancato pagamento

di Salvatore Rinella tramite: O2O difficoltà: media

Quando un dipendente lascia il posto di lavoro o per sua volontà, o perché viene licenziato, ha diritto ad una retribuzione accantonata nel tempo, definita TFR, ossia trattamento di fine rapporto. Si tratta, in parole povere, della buonuscita che il datore di lavoro darà al dipendente quando cesserà il rapporto di lavoro, quindi sono soldi che già appartengono al lavoratore. Recentemente, con la legge di stabilità 2015, il governo Renzi ha approvato una legge che prevede il trasferimento immediato (solo a chi ne farà espressa richiesta) nella busta paga dei lavoratori del TFR. Lo scopo è quello di fare affluire più denaro all'interno delle famiglie italiane e, di conseguenza, aumentare i consumi. Sicuramente l'anticipo del TFR provocherà un aumento di stipendio, anche se non si tratterà di cifre astronomiche. Lo svantaggio dell'anticipo del TFR provocherà al lavoratore una liquidazione o una pensione integrativa più bassa a fine carriera. L'unica categoria che non prevede questo trattamento sono i lavoratori soggetti ad una collaborazione coordinata e continuativa e coloro che svolgono un lavoro di tipo autonomo. Vediamo insieme più nel dettaglio quali sono i termini di pagamento e i casi di mancato pagamento.

Assicurati di avere a portata di mano: busta paga

1 Il pagamento del TFR è costituito essenzialmente da una somma di denaro che è stata accumulata nel corso di tutti gli anni lavorativi. Il calcolo di esso viene effettuato svolgendo una somma relativa ad ogni anno di lavoro divisa per un coefficiente pari a 13,5. Questo valore deve essere elargito al lavoratore immediatamente nel momento in cui cessa il rapporto di lavoro al fine di garantire il rispetto di ciò che è previsto dai Contratti collettivi nazionali di categoria. I termini temporali possono oscillare dai 30 ai 45 giorni a partire dalla fine del rapporto lavorativo.

2 Se dovesse venire a presentarsi una situazione di mancato pagamento relativo al trattamento di fine rapporto, in quel caso l'ex datore di lavoro è chiamato ad elargire anche tutti gli interessi sulla somma per tutto il periodo di ritardo. Gli interessi vanno calcolati fino al momento dell'effettivo pagamento quindi l'ex datore deve affrettarsi ad elargire la somma che spetta al suo ex dipendente. Se non si dovesse giungere ad un tale risultato, si potrà di seguito procedere a delle azioni legali per risolvere la controversia e ricevere il trattamento che la legge prevede.

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3 Il TFR viene calcolato, come abbiamo anticipato in precedenza, valutando un importo pari alla retribuzione annua divisa per 13,5 e il tutto va a sommarsi alle quote degli anni precedenti.  Ogni quota deve essere decurtata dello 0,5% al fine di essere destinato all'INPS come contributo pensionistico.  Approfondimento Come si calcolano gli interessi sul TFR (clicca qui) Le somme che vengono accantonate possono essere tassate all'11% oppure in base ad un tasso di interesse pari a 1,5% maggiorato del 75% in base all'indice dei prezzi al consumo.

4 Il trattamento di fine rapporto può anche essere richiesto prima dell'effettiva cessazione dello stesso nel caso in cui il lavoratore ne faccia richiesta al suo datore. Ci devono essere almeno 8 anni di servizio e si può chiedere un'anticipazione che non sia maggiore del 70% del totale del TFR, la cui restante parte verrà elargita al termine dell'effettiva collaborazione lavorativa.

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