TASI: tutto ciò che c'è da sapere

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Introduzione

A partire dal 1 gennaio 2014, è stata emanata e approvata con la legge del 23 dicembre 2013 n. 147, la IUC, ossia l'imposta unica comunale formata dalla TASI ovvero la tariffa comunale sui servizi indivisibili quali l'illuminazione pubblica e la manutenzione delle strade, l'anagrafe, la sicurezza e quant'altro; dall'Imu, l'Imposta municipale unica che si paga sulle seconde case e dalla Tari, vale a dire la tassa sui rifiuti. La Tasi grava sui beni immobili nella misura massima del 2,5%, tuttavia i Comuni avranno la possibilità di diminuire l'aliquota se non addirittura abolirla. Il tributo dovrà essere versato sia dai proprietari di beni immobili che dagli inquilini. Quest'ultimi dovranno pagare un importo tra il 10 ed il 30% della Tasi, la percentuale verrà stabilita direttamente dal Comune di residenza. Scopriamo, con questa guida, tutto ciò che c'è da sapere sulla Tasi.

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Con il decreto legge n. 88 del 09 giugno 2014, si stabilì che la prima rata di tale tributo doveva essere pagata entro il 16 giugno e la seconda entro il 16 dicembre 2014, ma solo per quei Comuni che avevano già determinato la percentuale dell'aliquota Tasi. La scadenza veniva posticipata al 16 ottobre 2014, per il primo versamento ed al 16 dicembre 2014 per il secondo, per quei Comuni in cui la Tasi prevedeva una delibera entro il 10 settembre 2014. Per il pagamento in un'unica rata veniva fissata la scadenza al 16 dicembre 2014 ma solo per i Comuni che non aveva approvato la delibera del tributo entro il 10 settembre 2014.

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Il suddetto decreto legge in merito alle agevolazioni sull'imposta, per i proprietari che hanno affittato a canone concordato, stabilisce che saranno i Comuni a deciderle. Pertanto, ogni ente potrà adottare delle deduzioni vagliando le diverse situazioni. Per essere a conoscenza delle riduzioni d'imposta, ti suggerisco di consultare la delibera del tuo Comune oppure di chiedere direttamente all'ufficio tributi.

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Per calcolare l'importo della TASI da versare, dovrai conoscere la tipologia del tuo immobile e delle eventuali pertinenze, la loro rendita catastale, l'aliquota stabilita dal tuo comune di residenza, la quota di possesso del bene immobile, i mesi di godimento ed il valore della detrazione se il tuo comune l'ha deliberata. Con l'ausilio di una calcolatrice, dovrai moltiplicare la rendita catastale del bene, dopo averla rivalutata del 5%, per il coefficiente, diverso a seconda dell'immobile (per la prima abitazione è di 160, 80 per gli uffici, 55 per i negozi e 65 per i fabbricati strutturali) e quindi per l'aliquota comunale. Il risultato ottenuto, dopo averlo diviso per 1000 è diminuito delle detrazioni, corrisponderà all'entità totale da versare. Potrai optare per un pagamento in due o tre rate.

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