Ravvedimento operoso lungo: 5 cose da sapere

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Introduzione

Il ravvedimento operoso è una possibilità, messa a disposizione dall'Agenzia delle Entrate, per consentire a chiunque non abbia pagato le dovute tasse entro il tempo stabilito di rimediare. Si può quindi effettuare il pagamento in ritardo, pagando un interesse basato sul tempo trascorso e sugli eventuali avvisi o cartelle ricevuti. In questo modo, si ha la possibilità di rimediare a errori o dimenticanze senza dover pagare ulteriori sanzioni, conseguenti all'intervento del Fisco, che ammontano al 30% dell'importo dovuto. In base al tempo trascorso dal termine ultimo di pagamento, il ravvedimento operoso può essere classificato in sprint, breve e lungo. Scopriamo 5 cose da sapere su quest'ultimo tipo di ravvedimento operoso.

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Dopo quanto può essere definito "lungo"

Il ravvedimento operoso si dice "lungo" quando il contribuente salda il suo debito con l'Agenzia delle Entrate entro un anno dal termine ultimo di pagamento. In questo caso, si applica una sanzione del 3,75%. Tuttavia, la legge di Stabilità 2015 ha introdotto importanti novità per quanto riguarda il ravvedimento operoso lungo. Oggi infatti è possibile "ravvedersi" anche se sono passati più di due anni, pagando una sanzione pari al 5% (in questo caso si parla di ravvedimento "lunghissimo"). Se il ravvedimento avviene invece in un periodo superiore ad un anno ma inferiore ai due anni, la sanzione sarà del 4,2%.

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Cosa succede se arrivano avviso bonario e cartella esattoriale

Solitamente, dopo circa un anno dal mancato pagamento, il contribuente riceve un "avviso bonario": un comunicato dell'Agenzia delle Entrate che lo informa che si stanno effettuando dei controlli sulla sua dichiarazione dei redditi. Se ricevete quest'avviso, anche se rientrate comunque nei tempi del ravvedimento operoso lungo, la sanzione che dovrete pagare per mettervi in regola ammonta al 10% del totale. Se non risponderete all'avviso bonario, ad esso seguirà la cartella esattoriale. In questo caso, dovrete pagare un'imposta del 30%.

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Quali sono le novità del 2015

Con la legge di Stabilità del 2015, non solo è stata aggiunta la possibilità di effettuare il ravvedimento operoso lungo anche oltre i due anni, ma il ricorso al ravvedimento è stato ampliato anche ai contribuenti che erano già oggetto di ispezioni e verifiche. Ora infatti il ravvedimento non può avvenire solo se è già stato inviato l'avviso bonario.

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Come fare il versamento

Il versamento delle imposte e delle sanzioni previste dal ravvedimento operoso lungo può essere effettuato solo contestualmente. Non è infatti possibile pagare prima il nostro debito e poi saldare gli "interessi" dovuti all'Agenzia delle Entrate. Per il versamento si possono utilizzare i moduli F24 e F23.

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Quando scegliere il ravvedimento operoso lungo

Il ravvedimento operoso lungo presenta sicuramente il vantaggio di evitarci di dover pagare sanzioni maggiori, ma comprende anche degli svantaggi. Abbiamo già visto infatti che il pagamento può avvenire con un'unica rata. Che fare quindi se non abbiamo la liquidità necessaria? In questo caso, potremmo aspettare di ricevere l'avviso bonario. Pagheremmo infatti una sanzione del 10%, ma avremmo la possibilità di rateizzare l'importo.

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