Quando rinunciare all'eredità

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Introduzione

Quando un soggetto muore e lascia un patrimonio questo si trasmette ai suoi eredi secondo le regole del diritto successorio. La morte del de cuius porta alla successione ereditaria che può essere di tre tipi: testamentaria, necessaria e legittima. Qualsiasi sia il tipo di successione che abbiamo di fronte, il chiamato all'eredità ha tempo 10 anni per accettarla. La mancata accettazione entro il termine indicato equivale a rinuncia della stessa. Ma come si fa in concreto a rinunciare all'eredità? Vediamolo insieme.

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Termini e forma della rinuncia

I termini per rinunciare all'eredità sono quelli espressamente previsti dalla legge, ovvero 10 anni dall'apertura della successione se il chiamato all'eredità non è in possesso di nessun bene ereditario, e di 3 mesi se in possesso di beni ereditari. La rinuncia va fatta in modo espresso e non è ammessa nessuna forma di rinuncia tacita così come avviene per l'accettazione dell'eredità.

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La rinuncia come difesa dai debiti ereditari

Il consiglio principale da dare a chi l'ha ricevuta, è di controllare esattamente il patrimonio della persona defunta, avvalendosi dell’aiuto di un notaio, il quale può attingere ai registri catastali, così come verificare se ci sono pignoramenti, fallimenti o qualsiasi altro debito oneroso. Un notaio inoltre può controllare su delega eventuali testamenti, conti correnti bancari o postali e fare le diverse visure catastali, in modo da verificare se ci sono pendenze di origine tributarie su eventuali immobili che il defunto possedeva. A questo punto, una volta appurato che effettivamente ci sono debiti pregressi si può rinunciare all’eredità, in modo che se viene notificata una cartella di pagamento del fisco, non si è tenuti a pagarli proprio grazie alla rinuncia. Per farla c’è comunque bisogno di recarsi presso uno studio notarile, e stilare una dichiarazione scritta che comporta un esborso di 168 euro solo per le spese di registro.

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La rinuncia nel caso di più eredi

Ma vediamo cosa succede nell'ipotesi in cui i chiamati all'eredità sono più di uno. In questo caso se tra gli eredi vi è uno che ha problemi con il fisco, può rinunciare anche singolarmente all’eredità lasciando quindi la sua quota agli altri, che in tal caso, avendola accettata si dovranno far carico di eventuali debiti ad essa legata. La procedura è diversa se il rinunciatario è una persona singola, che rimane inequivocabilmente esonerato da ogni azione legale o da eventuale riscossione coatta dei suddetti debiti. Ricordiamo inoltre che non sempre la rinuncia all'eredità avviene a causa della presenza di debiti ereditari, ma può capitare che si voglia rinunciare per motivi personali che nulla hanno a che vedere con questioni di carattere economico.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Prima di accettare un'eredità accertatevi sempre che non ci siano cespiti passivi superiori a quelli attivi.

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