Pensione ed assegno di inabilità: differenze

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

La pensione è un traguardo molto ambito da chi ha maturato molti anni di duro lavoro e che, con l'età avanzata, vuole godersi la propria famiglia e il proprio tempo libero. Infatti, la pensione non è altro che un vitalizio che tramite il datore viene accantonato all'INPS ed erogato al conseguimento di una certa soglia di contributi. Molti Stati, tra cui l'Italia, non sono più in grado di sostenere la spesa crescente per l'erogazione di questo sostegno, perciò la soglia pensionabile continua a salire e l'ammontare della rendita a scendere. In particolare, nella seguente guida, vi illustrerò le principali differenze tra pensione ed assegno di inabilità. Vediamo quindi come procedere.

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Occorrente

  • Inabilità parziale o permanente
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Come prima cosa, è bene specificare che il termine ''pensione'' è assolutamente generico: esso, infatti, indica una serie di rendite vitalizie che lo Stato mette in atto per la tutela del rischio di longevità. Nello specifico, vanno sotto questa definizione sostegni come l'invalidità, superstiti, indiretta, inabilità. Adesso è chiaro che nel parlare comune, con questa parola si intende la più comune forma di vitalizio statale che spetta ad ognuno per il raggiungimento della vecchiaia o della contribuzione. La normativa vigente, prevede il diritto alla domanda di pensione a 63 anni e 9 mesi per le donne, mentre 66 anni e 9 mesi per gli uomini.

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Queste cifre sono in progressivo aumento nei prossimi anni, fino a giungere alla parità di anzianità tra uomo e donna. L'assegno, inoltre, sarà accordato solo dopo aver maturato 42 anni e sei mesi di contributi per gli uomini, mentre giusto un anno in meno per le donne. L'inabilità, invece, è una forma pensionistica rivolta a lavoratori con permanente impossibilità di svolgere qualsiasi tipologia di lavoro. Per farne richiesta, occorre avere un'anzianità contributiva di almeno 5 anni. L'età dell'inabile al lavoro, deve essere compresa tra i 18 ed i 65 anni, l'attuale ammontare dell'assegno è di 279,19 euro.

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Per ottenerla, dovrete compilare un'apposita domanda tramite patronato, che vi aiuterà a seguire l'iter burocratico. Un'apposita commissione medica valuterà il vostro stato di salute e se rileverà un'invalidità, ne stabilirà immediatamente la percentuale. Il minimo per aver diritto all'assegno è del 74% (invalidi parziali). Oltre a quanto visto fin'ora, è bene precisare che per l'ottenimento di tale assegno, sono necessari altri requisiti, come la determinazione del reddito individuale agli effetti dell'IRPEF che esclude il resto del nucleo familiare. La soglia da non superare per l'anno 2013 è pari ai 4.738,63 euro, ma varia periodicamente.

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