Partita IVA regime dei minimi: 5 cose da sapere

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il regime dei minimi è un regime fiscale agevolato. Le vigenti leggi prevedono che le aliquote progressive alla tassazione comune vengano sostituite con l'Irpef in misura del 25% e che si venga esentati dal versare l'Iva. Il regime dei minimi può essere richiesto da qualunque persona che abbia un reddito inferiore ai trentamila euro all'anno e sia residente in Italia. In questa guida vi elenco 5 cose da sapere riguardo la Partita Iva inerente il regime dei minimi. Leggetela con molta attenzione perché sono tutte regole molto importanti che possono rivelarsi utili per sciogliere tutti i vostri dubbi in materia.

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L'aumento dell'aliquota è bloccato

L'aumento dell' aliquota è stato bloccato al 27% poiché il governo ha stabilito una copertura garantita di una cifra che raggiunge quasi i 120 milioni di euro. Per evitare che questo decreto decada esiste un testo blindato che deve essere necessariamente convertito entro il prossimo mese di marzo.

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Occorre segnalare il regime di vantaggio

Il regime di vantaggio deve essere segnalato obbligatoriamente. Il contribuente deve elencare sulle fatture la clausola che indica l'esclusione dell'Iva annullando le precedenti fatture se necessario, in modo da poterle rilasciare nella versione aggiornata.

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Si deve versare un'imposta del 5%

Se si apre una partita Iva con il regime dei minimi bisogna versare un'imposta del 5% che deve corrispondere alla differenza tra costi pagati e ricavi incassati. Oltre all'imposta bisogna anche versare i contributi alla gestione separata Inps. Questo non vale nel caso che il contribuente sia iscritto a una qualunque cassa previdenziale. Ma in tutti gli altri casi, resta invece valida la regola spiegata prima. Per calcolare l'ammontare dell'imposta bisogna calcolare il 27% del reddito annuo.

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Non esiste un reddito minimo su cui versare

Nella gestione Inps non è presente un reddito minimale su cui versare ma è comunque necessario fare il calcolo ogni anno in modo da conoscere le cifre aggiornate. Questo è molto importante ai fini pensionistici. Se i contributi versati ammontano ad una cifra inferiore ai quattromila euro, non viene accreditato un anno intero ma soltanto la metà o un quarto, a seconda di quanto è stato versato.

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Può accedere anche chi ha superato i 35 anni

Di norma può accedere al regime dei minimi soltanto il cittadino che al momento della presentazione della domanda abbia un'età inferiore ai 35 anni di età; tuttavia è possibile accedere anche ai contribuenti che abbiano superato questa soglia, se presentano tutti i requisiti che sono previsti dalla normativa in vigore. I minimi possono poi venire sfruttati per un periodo massimo di cinque anni, salvo qualche eccezione non contemplata nel regolamento attuale.

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