Locali commerciali: regole di agibilità

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Introduzione

Per locali commerciali si intende, attraverso l'interpretazione di alcune norme del codice civile, il luogo all'interno del quale un imprenditore svolge abitualmente la sua attività, al di là di posti come fiere o spazi pubblici che lo stesso può sfruttare temporaneamente in occasioni diverse. Ragion per cui un edificio, un immobile, può essere adibito al commercio se vengono rispettate regole fondamentali, come quelle di agibilità, disciplinate in vario modo sia dal DPR 380/2001, sia da una serie di leggi specifiche. Di seguito indicheremo quali sono i requisiti principali per ottenere l'agibilità del proprio loca le: qualche dritta può sempre far bene.

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Conoscere la normativa del proprio comune

Per ciò che concerne la materia edilizia la legge italiana rimanda alle fonti normative regionali la possibilità di redigere regole specifiche in tema urbanistico. Le Regioni e, in maniera sussidiaria i Comuni, dettano le regole basi per ciò che riguarda le nuove costruzioni, le ristrutturazioni che modificano in maniera sostanziale fabbricati esistenti e, non da ultimo, le sopraelevazioni. Le norme si applicano generalmente sia agli immobili ad uso privato che a quelli adibiti allo svolgimento di attività commerciali ma, in quest'ultimo caso, possono esserci disposizioni specifiche e dettagliate.

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Costruire nel rispetto delle norme sulla sicurezza

Nel DPR 380/2001 vengono menzionati, all'interno dell'art. 24, una serie di condizioni necessarie e fondamentali al fine di ottenere il certificato di agibilità. Fra queste la più importante riguarda il tema della sicurezza, trattata in maniera specifica anche da altre leggi. La sicurezza, concetto molto ampio e dai contorni labili, comprende questioni come la predisposizione di sistemi antincendio, antinfortunistica e, non da ultimo, la presenza di vie di fuga, la manutenzione degli estintori, l'uso di particolari materiali nella costruzione o nella ristrutturazione degli edifici.

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Predisporre impianti igienico sanitari

La seconda condizione necessaria per l'agibilità di un locale commerciale riguarda l'igiene. Anche questo è un concetto molto ampio e, grazie all'autonomia regolamentare dei Comuni, è possibile reperire presso il proprio i prospetti informativi che disciplinano gli impianti igienico-sanitari. Ad esempio alcuni Comuni definiscono quanti servizi igienici dovranno essere presenti all'interno di un locale sulla base dei metri quadri, o quali materiali utilizzare per la pavimentazione e il rivestimento dei muri. Addirittura molti prevedono un sistema di areazione dei luoghi e, non da ultimo è da precisare che sarà vincolante il parere tecnico delle Aziende Sanitarie Locali, che verificheranno il rispetto delle norme.

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Attenersi alle regole sul risparmio energetico

Anche il risparmio energetico è un requisito fondamentale per l'agibilità del proprio locale. Non a caso gli impianti di nuova costruzione sono all'avanguardia rispetto a quelli precedenti ed utilizzano energie alternative che rispettano l'ambiente. Il risparmio energetico riguarda anche gli impianti di cui è composto l'immobile, se essi sono in grado di mantenere un equilibrio termico utile a ridurre i consumi annuali, o addirittura se i materiali con cui l'edificio è costruito sono ecosostenibili e poco inquinanti, quindi facilmente smaltibili. Il risparmio energetico viene certificato mediante un attestato, l'APE, rilasciato da un professionista che catalogherà l'immobile con una sigla formata dalle prime lettere dell'alfabeto.

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Richiedere il certificato all'ufficio comunale

Il possesso del certificato di agibilità è utile per numerosi fini, come ad esempio la vendita o la locazione del locale commerciale. È possibile richiederlo presso l'ufficio comunale abilitato all'accertamento dell'agibilità edilizia e l'istruttoria sarà intrapresa dal dirigente o dal responsabile del medesimo ufficio. Sarà necessario possedere una serie di documentazioni, come quella dell'ASL che certifica il rispetto delle norme igienico sanitarie del comune, come l'APE o i certificati legati agli impianti installati all'interno del locale. L'istruttoria può concludersi con un certificato scritto o, in alcuni casi, con il classico "silenzio - assenso", tipico delle pubbliche amministrazioni.

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Conclusioni

Ricordate che da quindici anni a questa parte è stata eliminata la differenza fra certificato di abitabilità (rilasciato un tempo per le abitazioni ad uso civile) e certificato di agibilità (richiesto per i locali commerciali). Con un unico termine il legislatore ha posto fine ad ogni dubbio e, grazie al Testo Unico per l'Edilizia, ha inglobato in un'unica disciplina entrambe le materie che, oggi, si applicano sia agli immobili per uso privato, sia a quelli destinati ad usi alternativi.

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