Licenziamento: differenze tra giusta causa e giustificato motivo

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il lavoro è un diritto di tutti gli uomini. Con la grande crisi economica e lavorativa che tutto il mondo sta attraversando, trovare un impiego stabile che fornisca una retribuzione dignitosa sembra ormai essere un miraggio. Per saperne di più su tale argomento, seguite l'utilissima guida che segue, in cui vi sarà spiegato chiaramente Licenziamento: differenze tra giusta causa e giustificato motivo.

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Occorrente

  • Lavoro
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La giusta causa

Il lavoratore può perdere il lavoro ed essere mandato via per “giusta causa” se commette un atto grave e inaccettabile, da portare il datore di lavoro a interrompere ogni prestazione da lui servita e ogni tipo di rapporto lavorativo. In questo caso la fiducia tra i due viene a mancare, e senza alcun preavviso il datore di lavoro può tranquillamente licenziare il dipendente senza corrispondere nessun corrispettivo oltre a quello dovuto.

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Le motivazioni

Tra le motivazioni più frequenti ci sono essenzialmente la sottrazione di beni e prodotti aziendali, la finta malattia e prestazione di lavoro per terzi durante quest’ultima, il rifiuto di riprendere l’attività lavorativa dopo il periodo di malattia ed infine la violazione delle regole e indisponibilità lavorativa. Per qualsiasi problema ricordatevi sempre che se avete firmato un contratto avete dei diritti che devono essere necessariamente rispettati; analogamente voi dovete eseguire anche dei doveri verso l’azienda che vi paga.

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La ragione del licenziamento

La ragione del licenziamento deve comunque apparire molto grave. La giurisprudenza ha anche decretato che in molti casi questa causa va verificata attraverso un processo. Nel frattempo l’imprenditore può sospendere l’attività lavorativa del soggetto e non può licenziarlo fino a che non ci sia una sentenza favorevole. In ogni caso non costituisce giusta causa il fallimento oppure la liquidazione dell’azienda. Il licenziamento per “giustificato motivo” è invece un caso meno grave; esso consiste sempre nella fine del rapporto lavorativo dovuto all'inadempienza degli obblighi contrattuali. Il licenziamento può avvenire solo dopo un preavviso da parte del datore di lavoro che avvisa della sua decisione e spiega le motivazioni. Tra le varie case di annoverano l’abbandono del posto di lavoro e un comportamento scorretto all'interno dell’azienda. In ogni caso se il datore di lavoro non fornisce il preavviso al dipendente, dovrà corrispondergli ad esso un’ indennità per tutto il periodo che lo lascia a casa.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Leggete bene il vostro contratto di lavoro per capire bene diritti e doveri che avete.
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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