Il contratto a tempo indeterminato: caratteristiche

di Lara Bazzoni tramite: O2O difficoltà: media

Quando si viene assunti occorre conoscere la tipologia di contratto di lavoro che si stipula con l’azienda. I più diffusi sono 3: contratto a tempo indeterminato (in sostanza non vi è una scadenza del rapporto lavorativo), a tempo determinato (quando invece è prevista una data di scadenza) e a progetto (caso in cui il lavoratore gestisce autonomamente il proprio lavoro ed orari, avendo comunque un rapporto con l'azienda). In questa guida cercheremo di capire quali sono le caratteristiche principali del contratto a tempo indeterminato.

1 Il contratto a tempo indeterminato è quello più ambito da gran parte dei lavoratori: si ritiene infatti che offra maggiori garanzie in quanto, dopo un periodo di prova (generalmente dai 3 ai 6 mesi) l'assunzione è definitiva, ovvero senza vincolo di durata. I rapporti di lavoro sono regolati dal Contratto Collettivo Nazionale, con caratteristiche che variano a seconda del ruolo, della mansione e del livello del lavoratore. Nel contratto di lavoro a tempo indeterminato il lavoratore ha diritto a: retribuzione, ferie, tredicesima e liquidazione alla fine del rapporto lavorativo. In base alla Legge 190/2014 il lavoratore che abbia almeno 6 mesi di anzianitá puó effettuare la scelta di richiedere una quota anticipata del TFR accantonato, decisione che, una volta presa, è irrevobabile fino a giugno 2018.

2 Per quanto attiene alla forma del contratto, vige il principio di libertá, pertanto puó essere concluso sia per iscritto che verbalmente, eccezion fatta per specifici e particolari casi, in cui la forma scritta è obbligatoria. Anche qualora fra il datore di lavoro ed il neo assunto fossero concordate specificitá, quali ad esempio il patto di non concorrenza, l’atto scritto risulta necessario e, all'atto dell'assunzione, il contratto deve essere firmato dal lavoratore. Il lavoratore può in qualsiasi momento dare le dimissioni con un preavviso scritto da inviare al datore di lavoro. I tempi di preavviso variano da un minimo di 15 giorni ad un massimo di 3 mesi, perché dipendono dal tipo di qualifica. Inoltre il datore di lavoro può licenziare il dipendente per 3 motivi: a) giusta causa (comportamento non idoneo del lavoratore nello svolgere le sue mansioni), caso in cui non è necessario il preavviso; b) motivi soggettivi (dipendenti dal lavoratore), caso in cui è indispensabile un preavviso di almeno 1 mese; c) motivi oggettivi (diminuzione della produzione, chiusura dell'attività), in questo caso è necessario un periodo di preavviso di almeno 2 mesi.

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3 Per quanto attiene ai licenziamenti, con l’entrata in vigore del Decreto legislativo n.23 del 4 marzo 2015, sono intervenute alcune modifiche al contratto di lavoro a tempo indeterminato relative alla tutela per i licenziamenti illegittimi denominate “tutele crescenti” applicabili peró solo alle seguenti categorie di lavoratori: 1.  Assunti a tempo indeterminato a partire dal 7 marzo 2015; 2.  Approfondimento Come funziona il contratto a tutele crescenti (clicca qui) Il cui contratto a tempo determinato è stato tramutato in contratto a tempo indeterminato, sempre dal 7 marzo 2015; 3.  Il cui apprendistato è stato trasformato in tempo indeterminato; 4.  Tutti coloro che lavorano presso un’azienda che abbia superato i 15 dipendenti grazie ad assunzioni a tempo indeterminato avvenute dopo suddetta data.

4 Ai termini di detto nuovo regime il lavoratore licenziato non potrá piú ricorrere ad un giudice per il reintegro, bensí gli verrá riconosciuto un indennizzo economico, risarcimento che ha la caratteristica di essere crescente in funzione dell’anzianitá di servizio del lavoratore. Attualmente, nel mondo del lavoro subordinato, convive dunque un doppio binario, in quanto per i lavoratori assunti in data anteriore al 7 marzo 2015 permane vigente la normativa in materia precedente secondo cui, il lavoratore licenziato senza giusta causa (in un'azienda avente un numero di dipendenti pari a 15) ha diritto dalle 2 alle 5 mensilità retribuite (chiamate indennità); se invece l'azienda ha un numero di dipendenti superiore a 15, il lavoratore può essere reintegrato ed ottenere un numero di mensilità dal momento del licenziamento fino al reintegro. In quest'ultimo caso, il lavoratore può anche rifiutare di ritornare nell'azienda ed ha diritto ad una indennità pari a 15 mensilità.

Alcuni link che potrebbero esserti utili: maggiori dettagli su jobs act e contratto di lavoro a tutele crescenti

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