Il contratto a tempo indeterminato: caratteristiche

di Maria Liccardo tramite: O2O difficoltà: media

Quando si viene assunti occorre conoscere la tipologia di contratto di lavoro che si stipula con l’azienda. I più diffusi sono 3: contratto a tempo indeterminato (in sostanza non vi è una scadenza del rapporto lavorativo), a tempo determinato (quando invece è prevista una data di scadenza) e a progetto (caso in cui il lavoratore gestisce autonomamente il proprio lavoro ed orari, avendo comunque un rapporto con l'azienda). In questa guida cercheremo di capire quali sono le caratteristiche principali del contratto a tempo indeterminato.

1 Il contratto di lavoro Il contratto a tempo indeterminato è quello più ambito da gran parte dei lavoratori: si ritiene infatti che offra maggiori garanzie in quanto, dopo un periodo di prova (generalmente dai 3 ai 6 mesi) l'assunzione è definitiva, ovvero senza vincolo di durata. I rapporti di lavoro sono regolati dal Contratto Collettivo Nazionale, con caratteristiche che variano a seconda del ruolo, della mansione e del livello del lavoratore. Nel contratto di lavoro a tempo indeterminato il lavoratore ha diritto a: retribuzione, ferie, tredicesima e liquidazione alla fine del rapporto lavorativo. In base alla Legge 190/2014 il lavoratore che abbia almeno 6 mesi di anzianità può effettuare la scelta di richiedere una quota anticipata del TFR accantonato, decisione che, una volta presa, è irrevocabile fino a giugno 2018.

2 La forma del contratto Per quanto attiene alla forma del contratto, vige il principio di libertà, pertanto puòessere concluso sia per iscritto che verbalmente, eccezione fatta per specifici e particolari casi, in cui la forma scritta è obbligatoria. Anche qualora fra il datore di lavoro ed il neo assunto fossero concordate specificità, quali ad esempio il patto di non concorrenza, l’atto scritto risulta necessario e, all'atto dell'assunzione, il contratto deve essere firmato dal lavoratore.

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3 Le norme del contratto Ai termini di detto nuovo regime il lavoratore licenziato non potrà più ricorrere ad un giudice per il reintegro, bensì gli verrà riconosciuto un indennizzo economico, risarcimento che ha la caratteristica di essere crescente in funzione dell'anzianità di servizio del lavoratore.  Attualmente, nel mondo del lavoro subordinato, convive dunque un doppio binario, in quanto per i lavoratori assunti in data anteriore al 7 marzo 2015 permane vigente la normativa in materia precedente secondo cui, il lavoratore licenziato senza giusta causa (in un'azienda avente un numero di dipendenti pari a 15) ha diritto dalle 2 alle 5 mensilità retribuite (chiamate indennità).

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