I rischi dei certificati di deposito

tramite: O2O
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Introduzione

Investire un certo capitale con la certezza di guadagnarci qualcosa senza il rischio di perdere quanto investito è il sogno di molti piccoli risparmiatori. In effetti riuscire a trovare un prodotto in grado di garantirci la restituzione di quanto investito non è cosa facile anche perché la maggior parte degli investimenti prevedono un minimo di rischio. Esiste però una forma di investimento a rischio minimo, sono i certificati di deposito. Si tratta nello specifico di una forma di investimento con cui il cliente deposita una certa somma di denaro per un periodo di tempo prestabilito e la Banca si obbliga alla restituzione del capitale e dei relativi interessi maturati. Ecco quali sono i rischi dei certificati di deposito.

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Caratteristiche dei certificati di deposito

I certificati di deposito sono stati per molto tempo uno strumento di risparmio molto amato. Ritenuti sicuri perché con essi viene riconosciuta la restituzione del capitale inizialmente versato; sono stati amati anche per la loro flessibilità: consentono, infatti, investimenti di diversa durata temporale (da tre mesi a cinque anni), diverse modalità di retribuzione del capitale (tasso fisso, variabile e zero coupon), diversi tagli di investimento. Oggi i certificati di deposito sono stati in parte superati da nuovi strumenti come, ad esempio, i conto correnti bancari vincolati.

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Rischio di liquidità, tasso e distruzione

Tuttavia, questo non è un investimento privo di rischi. I principali rischi dei certificati di deposito sono: il rischio liquidità, il rischio di tasso e il rischio di distruzione. Per rischio di liquidità si intende l'incapacità di riscuotere i certificati prima della loro naturale scadenza (se inferiore a 18 mesi) o, comunque, se non sono trascorsi almeno 18 mesi dall'emissione. Per rischio di tasso si intende quel rischio correlato ad eventuali andamenti positivi del mercato, di cui l'investitore non potrà beneficiare avendo già negoziato a monte il tasso di interesse, con il rischio di ottenere una retribuzione minore. Il rischio di distruzione (o deterioramento o sottrazione) riguarda i titoli al portatore, che non possono essere rimborsati se non previa esibizione. Questo riguarda gli investitori che non abbiano un dossier titoli. In questo caso, è opportuno fare tempestiva denuncia alle autorità competenti.

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Rischio di liquidabilità

Gli ultimi due rischi che vogliamo evidenziare sono il rischio che la stessa Banca non sia in grado di restituire le somme depositate e il rischio di liquidabilità, ovvero l'impossibilità per i certificati di deposito di essere negoziato su un apposito mercato. È opportuno ricordare che i Certificati di deposito sono tutelati dal Fondo interbancario di tutela, fino all'importo di 100.000,00 euro (presso ciascun istituto). Inoltre è sempre consigliabile leggere il prospetto informativo che gli Istituti finanziari sono tenuti a consegnare all'adesione e valutare se davvero il certificato di deposito è uno strumento confacente ai nostri interessi.

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