Guida al congedo di paternità

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tramite: O2O
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Introduzione

Quando si parla di accudire i figli e di astensione dal lavoro ci si riferisce quasi sempre alla figura materna. La madre è ritenuta per ovvie ragioni, anche quelle culturali, la persona che si dedica di più ai bisogni del bambino. La legge attuale nell'ambito del congedo parentale riconosce anche al padre l'equivalente diritto che viene concesso alla madre. In questa guida viene spiegato l'iter normativo che bisogna seguire per usufruire del congedo di paternità.

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Quando usufruire del diritto

Il congedo di paternità è un diritto riconosciuto al padre lavoratore che può usufruire dell'astensione obbligatoria dal lavoro in particolari situazioni quali: infermità o morte della madre, abbandono della stessa nei riguardi del figlio, affidamento del bambino al padre. Inoltre, tale diritto spetta al padre se la madre non lavora; egli ne può usufruire sia in toto che per la parte residua, cioè per tutti e cinque i mesi previsti o soltanto per la parte di essi che non è goduta dalla madre. Non esiste una tutela per il congedo "facoltativo" dei 3 giorni immediati alla nascita del figlio. Infatti, per la donna lavoratrice sono ovvi, mentre per il padre no. Non tutti i datori di lavoro si comportano nello stesso modo: alcuni concedono questi 3 giorni e li retribuiscono al 100%, invece altri non lo fanno.

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Come richiedere il congedo

Per richiedere il congedo di paternità bisogna consegnare il certificato di nascita del figlio o nel caso di figlio adottivo lo stato di famiglia dove è incluso il nome del bambino/a. Occorre l'autocertificazione di responsabilità dell'altro genitore che attesta il periodo di congedo già usufruito; inoltre, deve indicare il nome della ditta e dichiarare di non usufruire del congedo. Il padre deve fare l'autocertificazione per richiedere il congedo, indicando il periodo di tempo. Infine, entrambi i genitori devono impegnarsi a comunicare le eventuali variazioni.

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Tipologie di congedo

Abbiamo 2 tipi di congedo: quello obbligatorio che viene normalmente retribuito al 100% per i dipendenti pubblici ed all'80% per quelli privati. Il congedo facoltativo, invece, è retribuito solo al 30%. Il totale dei mesi di congedo che la legge prevede è 10, se richiesti da entrambi i genitori, oppure di 6 mesi se la richiesta è fatta solo da uno dei due. La legge per favorire il rapporto padre-figlio innalza il limite massimo da 6 a 7 mesi se il padre si assenta dal lavoro per un periodo continuativo superiore ai 3 mesi. Occorre poi tener presente che tutti i permessi, anche quelli obbligatori, si ottengono solo dietro specifica "richiesta".

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