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Come staccarsi dal riscaldamento centralizzato

di Daniele Rinella difficoltà: media

Come staccarsi dal riscaldamento centralizzato Quando si decide di acquistare una casa all'interno di un condominio, ci si pongono sempre degli interrogativi relativi all'impianto di riscaldamento e di solito, ci si chiede se sia meglio un impianto di riscaldamento autonomo oppure un impianto centralizzato. Nella maggior parte dei casi, soprattutto se ci si trasferisce in condomini di costruzione nuova o non proprio recente, si opta per un impianto di riscaldamento autonomo. Questa scelta viene solitamente fatta sia perché si è convinti che la presenza di un impianto autonomo di riscaldamento, essendo appunto a gestione autonoma contribuirà a contenere le spese, sia per evitare fastidiosi diverbi con gli altri condomini relativi ai problemi di manutenzione, ma soprattutto agli orari di accensione e spegnimento dello stesso impianto di riscaldamento. Ma l'intero condominio può staccarsi dall'impianto di riscaldamento centralizzato senza creare problemi? Seguite questa guida e, con pochi e semplici passaggi, vi illustrerò come staccarsi dal riscaldamento centralizzato.

1 Come staccarsi dal riscaldamento centralizzato Una nota a favore degli impianti di riscaldamento autonomo è quello di essere più moderni e di conseguenza meno inquinanti. Ogni singolo utente avrà la possibilità in seguito, di gestire in proprio, il riscaldamento, evitando tutti gli sprechi inutili, come ad esempio l'accensione quando si è fuori casa. Per quanto riguarda gli oneri di manutenzione, al proprietario di un generico immobile dotato di un impianto di riscaldamento autonomo, spetta l'onere annuale di far effettuare un controllo al proprio impianto di riscaldamento da un personale specializzato. Il controllo dei fumi e del corretto funzionamento della canna fumaria, invece, potrà essere eseguito ogni due anni. Ogni impianto di riscaldamento sarà dotato di un libretto specifico dell'impianto, che costituisce una sorta di registro di vita dell'impianto di riscaldamento. All'interno di questo libretto dovranno essere annotate tutte le visite fatte dai tecnici durante i vari controlli e tutte le modifiche e le riparazioni eseguite.

2 Come staccarsi dal riscaldamento centralizzato Nei condomini però ci sono ancora molti inquilini che per scelta decidono di non distaccarsi, ma di mantenere in funzione un impianto di riscaldamento centralizzato. Ovviamente scegliere di non staccarsi dall'impianto centralizzato non dovrà comportare alcun aggravio di spese per chi, invece, decide di restare attaccato all'impianto condominiale. Inoltre l'intervento di distacco non dovrà comportare disagi a livello tecnico rischiando di compromettere le funzionalità dell'impianto di riscaldamento centralizzato. Da giorno 18 giugno dell'anno 2013, entrerà in vigore la legge (già approvata dalla commissione di Giustizia) relativa alle regole per la gestione del riscaldamento condominiale. Si tratta di una riforma storica, riguardante una disciplina risalente al 1942 e che coinvolge in maniera diretta la vita di ogni giorno di milioni di famiglie italiane. Vengono dunque resi più moderni e attuali i regolamenti delle parti comuni e in linea generale, della vita in condominio.

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3 Chi intende staccarsi dall'impianto centrale di riscaldamento, partendo dalla data indicata nel passo precedente, potrà farlo senza dover aspettare il consenso dell'assemblea di condominio, infatti il condomino potrà decidere di rinunciarne all'utilizzo.  Questo però può essere fatto solo se il suo distacco non andrà a provocare rilevanti squilibri di funzionamento o aumenti di spesa per gli altri condomini.  Approfondimento Come ripartire le spese di riscaldamento in un condominio (clicca qui) Il proprietario dell'alloggio, dovrà pagare le sole spese relative per la manutenzione straordinaria dell'impianto e per eventuali interventi mantenimento e di "messa a norma".. 

4 La procedura è la seguente: è necessario disporre di una precisa relazione tecnica, la quale deve essere rilasciata da un professionista abilitato. Ne dovrà comunque dare comunicazione all'amministratore dello stabile. Occorre però essere moto cauti, perché non sempre conviene prendere questa decisione; bisogna infatti tenere sempre conto del reale stato dell'impianto centralizzato presente: se questo è nuovo ed efficiente, la convenienza può esserci, ma se quest'ultimo è obsoleto e richiede continui interventi riparatori, il risparmio potrebbe non verificarsi in maniera rilevante o non esserci affatto. Inoltre, serve accertarsi che l'alloggio possa essere dotato di canna fumaria; in breve, occorre informarsi sull'eventuale costo generale dei vari interventi necessari per inserire il riscaldamento autonomo.

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