Come staccarsi dal riscaldamento centralizzato

di Edvige Sanna tramite: O2O difficoltà: media

Quando si decide di acquistare una casa all'interno di un condominio, ci si pongono sempre tutta una serie di interrogativi relativi all'impianto di riscaldamento e solitamente ci si chiede se sia meglio un impianto di riscaldamento autonomo oppure un impianto centralizzato. Nella maggior parte dei casi, soprattutto se ci si trasferisce in condomini di costruzione nuova o non proprio recente, si opta per un impianto di riscaldamento autonomo. Questa scelta viene generalmente fatta sia perché si è convinti che la presenza di un impianto autonomo di riscaldamento, essendo appunto a gestione autonoma, contribuirà a contenere le spese, sia per evitare fastidiosi diverbi con gli altri condomini relativi ai problemi di manutenzione, ma soprattutto agli orari di accensione e spegnimento dello stesso impianto durante il periodo invernale. Ma l'intero condominio può staccarsi dall'impianto di riscaldamento centralizzato senza creare dei problemi? La risposta è sì e attraverso i passaggi seguenti vedremo proprio come bisogna procedere per non incorrere in problemi e sanzioni.

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1 Innanzitutto è bene ricordare che una nota a favore degli impianti di riscaldamento autonomo è quella di essere più moderni e, di conseguenza, meno inquinanti rispetto a quelli centralizzati di vecchio stampo. Ogni singolo utente, inoltre, avrà la possibilità in seguito di gestire in proprio il riscaldamento, evitando tutti gli sprechi inutili, come per esempio l'accensione quando si è fuori casa. Per quanto riguarda gli oneri di manutenzione, al proprietario di un generico immobile dotato di un impianto di riscaldamento autonomo, spetta l'onere annuale di far effettuare un controllo al proprio impianto di riscaldamento dal personale specializzato. Il controllo dei fumi e del corretto funzionamento della canna fumaria, invece, potrà essere eseguito ogni due anni. Ogni impianto di riscaldamento dovrà essere dotato di un libretto specifico dell'impianto, che costituisce una sorta di registro di vita dell'impianto di riscaldamento stesso. All'interno di questo libretto dovranno essere annotate tutte le operazioni di manutenzione eseguite dai tecnici durante i vari controlli e tutte le eventuali modifiche e riparazioni a cui verrà sottoposto.

2 Nei condomini, però, ci sono ancora molti inquilini che per scelta decidono di non distaccarsi, ma di mantenere in funzione un impianto di riscaldamento centralizzato. Ovviamente, scegliere di non staccarsi dall'impianto centralizzato non dovrà comportare alcun aggravio di spese per coloro che, invece, decidono di restare attaccati all'impianto condominiale. Inoltre, l'intervento di distacco non dovrà comportare dei disagi a livello tecnico, rischiando di compromettere le funzionalità dell'impianto di riscaldamento centralizzato. Da giorno 18 giugno dell'anno 2013, è entrata in vigore la legge, approvata precedentemente dalla commissione di Giustizia, relativa alle regole per la gestione del riscaldamento condominiale. Si tratta di una riforma storica, riguardante una disciplina risalente al 1942 e che coinvolge in maniera diretta la vita di ogni giorno di milioni di famiglie italiane. Attraverso queste norme vengono dunque resi più moderni e attuali i regolamenti delle parti comuni e in linea generale della vita in condominio.

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3 Chi intende staccarsi dall'impianto centrale di riscaldamento potrà quindi farlo in maniera del tutto indipendente, senza dover aspettare il consenso dell'assemblea di condominio, infatti il condomino potrà anche decidere di rinunciarne all'utilizzo.  Questo, però, potrà essere fatto solamente se il suo distacco non andrà a provocare rilevanti squilibri di funzionamento o aumenti di spesa per gli altri condomini.  Approfondimento Come ripartire le spese di riscaldamento in un condominio (clicca qui) Il proprietario dell'alloggio, inoltre, sarà tenuto a pagare le sole spese relative per la manutenzione straordinaria dell'impianto e per eventuali interventi mantenimento e di "messa a norma".

4 La procedura che bisogna intraprendere è la seguente: come prima cosa, è necessario disporre di una precisa relazione tecnica, la quale deve essere rilasciata da un professionista abilitato. Ne dovrà comunque dare comunicazione all'amministratore dello stabile. Occorre, però, essere molto cauti, perché non sempre conviene prendere questa decisione; bisogna infatti tenere sempre conto del reale stato dell'impianto centralizzato presente: se questo è nuovo ed efficiente, la convenienza può esserci, ma se quest'ultimo è obsoleto e richiede continui interventi riparatori, il risparmio potrebbe non verificarsi in maniera rilevante o non esserci affatto. Inoltre, è indispensabile accertarsi che l'alloggio possa essere dotato di canna fumaria; in breve, occorre informarsi sull'eventuale costo generale dei vari interventi necessari per inserire il riscaldamento autonomo. Come avrete capito, la procedura da seguire è davvero semplice e non richiede delle conoscenze e delle operazioni particolari da eseguire: occorre solamente essere prudenti e valutare con attenzione le spese.

Non dimenticare mai: Prima di procedere all'installazione, verificate che l'impianto non causi un aggravio di spese per gli altri condomini. Alcuni link che potrebbero esserti utili: Riscaldamento condominiale: come staccarsi Condizionatori condominio: cosa prevede la legge

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