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Come staccarsi dal riscaldamento centralizzato

di Sara Bianchi difficoltà: media

Come staccarsi dal riscaldamento centralizzato Il riscaldamento centralizzato generalmente non è troppo gradito a chi acquista una casa, infatti si preferisce disporre nella propria abitazione, di un singolo impianto da gestire a proprio piacimento: ad esempio, chi rimane fuori tutto il giorno e rientra solo la sera, oppure chi si assenta per vacanza o per esigenze di lavoro, non paga certo volentieri somme di denaro consistenti per riscaldare delle stanze in cui non è presente nessuno!
A partire dal prossimo mese di giugno, sarà però possibile effettuare delle modifiche per staccarsi dalla fornitura generale inserendone eventualmente una propria (oppure nessuna).
Vediamo quindi come si deve procedere per staccarsi.

1 Come staccarsi dal riscaldamento centralizzato Il giorno 18 giugno dell'anno 2013, entrerà in vigore la legge (già approvata dalla commissione di Giustizia) relativa alle regole per la gestione del riscaldamento condominiale. Si tratta di una riforma storica, riguardante una disciplina risalente al 1942 e che coinvolge in maniera diretta la vita di ogni giorno di milioni di famiglie italiane. Vengono dunque resi più moderni e attuali i regolamenti delle parti comuni e in linea generale, della vita in condominio.

2 Chi intende staccarsi dall'impianto centrale di riscaldamento, partendo dalla data indicata nel passo precedente, potrà farlo senza dover aspettare il consenso dell'assemblea di condominio, infatti il condomino potrà decidere di rinunciarne all'utilizzo.Questo però può essere fatto solo se il suo distacco non andrà a provocare rilevanti squilibri di funzionamento o aumenti di spesa per gli altri condomini .
Il proprietario dell'alloggio, dovrà pagare le sole spese relative per la manutenzione straordinaria dell'impianto e per eventuali interventi mantenimento e di 'messa a norma'.

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3 Come staccarsi dal riscaldamento centralizzato La procedura è la seguente: è necessario disporre di una precisa relazione tecnica, la quale deve essere rilasciata da un professionista abilitato: essa deve contenere la dichiarazione che l'operazione di distacco non sia causa di squilibri termici all'impianto generale o rechi un danno economico per gli altri condomini.  Ne dovrà comunque dare comunicazione all'amministratore dello stabile.. 

4 Occorre però essere moto cauti, perché non sempre conviene prendere questa decisione; bisogna infatti tenere sempre conto del reale stato dell'impianto centralizzato presente: se questo è nuovo ed efficiente, la convenienza può esserci, ma se quest'ultimo è obsoleto e richiede continui interventi riparatori, il risparmio potrebbe non verificarsi in maniera rilevante o non esserci affatto. Inoltre, serve accertarsi che l'alloggio possa essere dotato di canna fumaria; in breve, occorre informarsi sull'eventuale costo generale dei vari interventi necessari per inserire il riscaldamento autonomo.

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