Come richiedere il congedo parentale per lavoratrice autonoma

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Da quando è entrata in vigore, la legge italiana ha sempre operato in modo tale da permettere ai cittadini di conciliare la vita privata con il lavoro.
Molte donne che lavorano devono affrontare un periodo di stop per via di una o più gravidanze. Questo periodo di assenza dal lavoro prevede che la lavoratrice si dedichi al proprio figlio per almeno 10 mesi dopo la sua nascita. Il cosiddetto congedo parentale, si può dunque richiedere per questo motivo.
In questa piccola guida, andremo a vedere nel dettaglio come deve fare una lavoratrice autonoma per richiedere ed ottenere il congedo parentale.

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Occorrente

  • Modulo di richiesta per congedo parentale
  • Dati personali
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Per prima cosa, è molto importante essere a conoscenza del fatto che il congedo parentale, secondo l'INPS, si può richiedere sia nel caso della nascita di un figlio naturale che in vista di un'adozione.
Oltretutto, lavoratori dipendenti che sono titolari di uno o più rapporti di lavoro in corso, possono tranqullamente fare richiesta per questo tipo di congedo.
Qualora si svolga una professione da operaio agricolo, allora si richiedono 51 giornate di lavoro nell'anno precedente.
Un congedo parentale può assumere generalmente due modalità. Esso può difatti essere continuativo o frazionato.

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Ad ognuno dei genitori spettano solitamente 6 mesi di congedo parentale ed entrambi possono estendere questo periodo a 10 mesi.
Ci sono però delle importanti condizioni da ricordare. Una di queste prevede che, se il padre del bambino usufruisce di 3 mesi di congedo parentale, può arrivare ad un massimo di 11 mesi.
Il congedo parentale si può usare anche contemporaneamente da entrambi i genitori, che ne possono usufruire persino entro i primi 8 anni del figlio biologico ed entro i primi 8 anni dall'ingresso in famiglia del figlio adottato, fino alla sua maggiore età.

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Il congedo parentale si può concedere anche ad uno solo dei genitori, purché ci si trovi in una delle seguenti situazioni:
- Morte dell'altro genitore;
- Grave infermità dell'altro genitore;
- Abbandono del figlio da parte dell'altro genitore;
- Affidamento esclusivo del bambino al padre;
- Rifiuto del congedo da parte dell'altro genitore.
Detto ciò, andiamo a vedere come deve comportarsi una lavoratrice autonoma che intende presentare una richiesta per il congedo parentale e la conseguente assenza dal lavoro.

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Quando una lavoratrice autonoma richiede un congedo parentale, le viene sospeso l'obbligo contributivo per quel determinato periodo di assenza dal posto di lavoro.
Per richiedere questa pausa dal lavoro, si deve compilare un modulo specifico. Poi si dovrà presentare all'INPS e al proprio datore di lavoro.
L'INPS si impegnerà poi a firmare e timbrare la domanda della lavoratrice autonoma interessata, apponendo la firma del giorno in cui riceve la richiesta di congedo parentale.
Qualora il figlio sia già nato, bisogna aggiungere i suoi dati sul modulo di richiesta.

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Nel caso di richiesta del congedo parentale, la lavoratrice ha l'obbligo di specificare quale modalità di pagamento dell'indennità bisogna adottare. Esistono, in questo caso, due modalità: il bonifico e l'assegno.
Con la firma di tale documento, la richiedente si impegna a fornire dichiarazioni non mendaci. In più, si assume tutte le responsabilità che potrebbero derivare da eventuali dichiarazioni false.
Una volta firmata la documentazione necessaria, il periodo di assenza dal lavoro può avere inizio.

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