Come Rappresentare In Contabilità Le Dimissioni

di Dimitra Grecia tramite: O2O difficoltà: media

In questa guida vengono fornite le indicazioni che permetteranno di rappresentare correttamente in contabilità generale le movimentazioni collegate alla cessazione delle prestazioni lavorative fornite del personale dipendente. Il rapporto di lavoro può cessare per libera volontà del lavoratore e del datore di lavoro, a condizione che si dia regolare preavviso all'altra parte. Come si avrà modo di chiarire nel seguito le predette movimentazioni variano in relazione al momento in cui avviene la cessazione. Vedremo adesso in questa guida delle informazioni utili su come rappresentare in contabilità le dimissioni.

1 Se si ha un'impresa con dipendenti, è bene sapere che al momento della cessazione del loro rapporto di lavoro, essi hanno diritto a percepire un emolumento che prende il nome di TFR (trattamento di fine rapporto) e tale indennità va registrata negli appositi libri contabili. L'indennità di licenziamento (TFR) è un emolumento riconosciuto ai lavoratori subordinati licenziati ed è rapportato alle retribuzioni percepite durante tutto il periodo di lavoro. Infatti, se si è un imprenditore o un operatore contabile, bisogna sapere che ogni anno (al 31/12) e ogni mese, dopo aver consegnato la busta paga ai dipendenti, bisogna registrare il rateo TFR in partita doppia.

2 La vita lavorativa di un dato soggetto presso un'azienda ha un suo inizio, un suo decorso temporale e una sua fine. Le scritturazioni contabili connesse alla cessazione di un dato rapporto lavorativo consistono, sostanzialmente, nella liquidazione del fondo di trattamento di fine rapporto che l'azienda è obbligata ad accantonare per ogni periodo (o frazione di periodo) lavorata da ciascun dipendente e nel pagamento dell'importo liquidato.

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3 Le scritture che si devono fare sono lievemente diverse a seconda del momento in cui avviene l'interruzione del rapporto lavorativo.  Se, infatti, un dipendente si dimette nel corso dell'anno, l'ammontare delle sue spettanze comprende il TFR maturato fino alla fine dell'esercizio precedente più la quota che ha maturato nell'anno in corso.  Approfondimento Come trattare in contabilità gli oneri per ferie maturate (clicca qui) L'azienda rileva il debito complessivo nei confronti del dipendente, e, al momento del pagamento, effettuare ritenute erariali previste. 
La quota maturata nel corso dell'esercizio costituisce un costo di esercizio da imputare al conto economico.

4 Ipotizziamo, ad esempio, che il dipendente Rossi ha presentato le dimissioni in corso d'anno e che abbia maturato fino all'anno precedente un fondo TFR di euro 60.000; la quota relativa all'anno in corso sia di euro 2.500 e che le imposte dovute ammontino ad euro 17.500. Le scritture che bisogna fare sono le seguenti: al momento della liquidazione: Diversi a Debiti v/personale (debito) 62.500, in cui tra i Diversi avremo Fondo TFR 60.000 e Accantonamento TFR (costo) 2.500.
All'atto del pagamento: Debiti v/personale a Diversi 62.500, in cui tra i Diversi avremo Banca X c/c 45.000 ed Erario c/ritenute 17.500

5 Nel caso in cui, invece, la cessazione del rapporto si verifichi alla fine di un determinato esercizio ed ipotizzando i medesimi dati visti in precedenza, le scritture che bisogna fare sono:
Accantonamento TFR a Fondo TFR 2.500.
E fondo TFR a Debiti v/personale 62.500
La scrittura del pagamento è, invece, la medesima vista in precedenza, ovvero Debiti v/personale a Diversi 62.500, in cui tra i Diversi avremo Banca X c/c 45.000 ed Erario c/ritenute 17.500

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