Come Interpretare Il Patrimonio Di Vigilanza Delle Banche

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Il grado di patrimonializzazione rappresenta il primo presidio contro i rischi di mercato, una specie di cuscinetto contro i rischi di immobilizzo e le perdite inattese dall'azienda di credito. Esso è oggi considerato una variabile molto importante. Su di esso sono costruiti gli altri strumenti di vigilanza prudenziale. Si distingue un patrimonio di vigilanza individuale e un patrimonio di vigilanza consolidato. In questa semplice e veloce guida vi spiegherò, nella maniera più chiara e comprensibile possibile, come interpretare il patrimonio di vigilanza delle banche.

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Il patrimonio di vigilanza individuale è costituito dalla somma algebrica di una serie di elementi positivi e negativi che, in relazione alla qualità patrimoniale devono essere nella piena disponibilità della banca, in modo da poter essere utilizzati senza limitazioni per la copertura dei rischi e delle perdite aziendali. L’importo di tali elementi è depurato degli eventuali oneridi natura fiscale.

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Il patrimonio di vigilanza è costituito dal patrimonio di base più il patrimonio supplementare. Le componenti positive del patrimonio di base sono il capitale versato, le riserve, il fondo per rischi bancari generali e gli strumenti innovativi di capitale. Il totale di questi elementi, costituisce il patrimonio di base. Il patrimonio supplementare è costituito dalle riserve di rivalutazione; gli strumenti ibridi di patrimonializzazione; i prestiti subordinati, il fondo rischi su crediti al netto delle minusvalenze nette su titoli e di altri elementi negativi, le plusvalenze o le minusvalenze nette sulle partecipazioni.

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Dalla somma del patrimonio di base e del patrimonio supplementare sono dedotti le partecipazioni, gli strumenti ibridi di patrimonializzazione e i prestiti subordinati detenuti nei confronti di banche e società finanziarie. Il patrimonio di base viene integralmente ammesso nel calcolo del patrimonio di vigilanza. Gli strumenti innovativi di capitale possono però essere computati entro un limite pari al 15% dell’ammontare del patrimonio di base, comprensivo degli strumenti innovativi stessi, mentre l’eccedenza eventuale può essere computato nel patrimonio supplementare.

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Il patrimonio supplementare è ammesso nel calcolo del patrimonio di vigilanza entro un ammontare massimo pari al patrimonio di base. Le passività subordinate sono computate nel patrimonio supplementare entro un limite massimo pari al 50% del patrimonio di base. Il fondo rischi su crediti, al netto delle minusvalenze nette su titoli e degli altri elementi negativi, è computato nel patrimonio supplementare entro un limite massimo pari all’1,25% delle attività di rischio ponderate, calcolate ai fini del coefficiente individuale di solvibilità. Il patrimonio di vigilanza individuale non può essere inferiore al capitale iniziale richiesto per l’autorizzazione all’attività bancaria. Le banche devono segnalare 4 volte all’anno i dati relativi al patrimonio di vigilanza in un’apposita sezione della matrice dei conti.

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