Come fatturare gli acconti ricevuti dai clienti

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tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Chiunque possegga un'attività autonoma deve vedersela con tediosi aspetti burocratici e contabili. Quest'ultimi in particolare, sono fondamentali per mandare avanti l'attività senza intoppi e senza beghe che si ripercuotano sulle proprie finanze. Per questo motivo, si ci affida molto spesso ad esperti del settore, in grado di contabilizzare i vari movimenti economici dell'azienda. Per evitare parcelle ed esosi onorari da corrispondere al commercialista, chi bazzica un po' di partita doppia ed ha una piccola azienda, può anche decidere di gestire in autonomia l'aspetto contabile. La guida proposta chiarirà alcuni aspetti su come fatturare gli acconti ricevuti dai clienti.

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Occorrente

  • software contabile
  • cifra incassata
  • vendita
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Il legislatore prevede che per ciascuna operazione imponibile debba essere emessa una fattura e ne stabilisce il momento rilevante sul piano contabile e fiscale: per le cessioni di beni immobili, il momento che rileva è quello della stipula del contratto; mentre le cessioni di beni mobili si considerano effettuate al momento della consegna o spedizione degli stessi. Le prestazioni di servizi si considerano effettuate al momento del pagamento del corrispettivo.

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Fatta la dovuta premessa, supponiamo di vendere un bene o un servizio e che il nostro cliente ci paghi in modo differito sotto forma di acconto. Cosa accade in questi casi? Il ricevimento di un pagamento va regolarizzato con l'emissione di adeguato documento. Lo schema da utilizzare è facilmente visionabile sui più comuni software di contabilità, la voce da cercare è proprio "fattura d'acconto". Basta compilare le singoli voci in modo corretto ed il computer penserà al resto. Se invece siamo in possesso di un documento collegato (preventivo, ordine, D. D. T.) possiamo generare la fattura partendo da questi.

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Se per esempio, in data XX vendiamo un bene a 100.000 euro più IVA 22% per complessivi 122.000 euro e ci accordiamo con il cliente per un pagamento anticipato di ¼ della somma dovuta, dovremo fatturare l'anticipo e su tale importo calcolare l'IVA. Pertanto, emettiamo una fattura avente come data quella dell'incasso e, come ammontare quello dell'anticipo e la relativa IVA.

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Quindi, dobbiamo tenere conto dei seguenti fattori:

Incasso dell'anticipo in data XX
Data di emissione della prima fattura XY
Imponibile: 25.000 euro (cioè €100.000:4)
IVA: 5.500 euro (cioè €25.000x22%)
Totale fattura: 30.500 euro (cioè €25.000+ €5.500).

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Quando invece emetteremo la fattura di saldo procederemo nel seguente modo:

Prezzo complessivo: 100.000 euro
Acconto: 30.500 euro (€25.000+ €5.500)
Imponibile: 75.000 euro
IVA: 16.500 euro (cioè €75.000x22%)
Totale fattura: 91.500 (cioè €75.000+ €16.500).

In questo modo è stata emessa una prima fattura di 30.500 euro e una seconda fattura di 91.500 euro, per un totale di 122.000 euro cioè, €100.000 + IVA 22.000.

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